08/10/2008

Difendere la Libertà

 

Nello stupendo libro “1984” di George Orwell i tre motti del regime dittatoriale del Socing erano: La guerra è pace, la libertà è schiavitù e l’ignoranza è forza. È inutile ribadire l’attualità di queste tre affermazioni dopo 50 anni dalla pubblicazione di questo testo.

I governi ed i media, con termini inventati ed astrusi cercano di descrivere la guerra con il significato che sta alla sua antitesi, cioè la pace. Sentiamo parlare di “missione di pace”, “peacekeepper”, “missione umanitaria”, “danno collaterale”, “forza di interposizione” eccetera. Tanti modi per edulcorare il nero della guerra e vendere al pubblico la decisione di inviare soldati in zone di conflitto. Sul fatto che la libertà sia schiavitù basti considerare l’indirizzo repressivo e fascista con cui il nostro governo ha deciso di operare. “tolleranza zero”, “superpoteri” militari inviati a “vigilare” anche lungo le file dei supermercati, politiche repressive verso gli ultimi (migranti e poveri) mentre salviamo il culo ai banchieri, disprezzo e attacco verso le forze che esprimo dissenso, siano esse sindacati o altre forze sociali.

E poi come non considerare l’ultimo concetto orwelliano: L’IGNORANZA E’ FORZA. Qualsiasi regime per potersi instaurare, consolidare ed agire necessita di un alto tasso di ignoranza. Non semplice analfabetismo ma ignoranza intesa come mancanza di informazione, di impegno, di conoscenza dei fatti e delle decisioni, mancanza di passione e azione, mancanza di cultura e varietà di pensiero. Ignoranza vuol dire conformismo, dominio dei potenti e di chi è capace di controllare, influenzare e mobilitare l’informazione e l’opinione pubblica. Ignoranza vuol dire schiavitù. È con la cultura, la preparazione, lo studio e approfondimento che la persona si rende libera; solamente con la conoscenza e la preparazione un soggetto può cercare di rendersi “libero” e non cadere nel controllo o dominio di chi sostiene di saperne più di lui.

Con l’attacco alla scuola pubblica (si veda: http://www.repubblica.it/2008/10/sezioni/scuola_e_universita/servizi/scuola-2009-1/voto-fiducia-gelmini/voto-fiducia-gelmini.html - http://www.flcgil.it/speciali/governo_berlusconi_e_politiche_sulla_conoscenza - http://www.cittadinolex.kataweb.it/article_view.jsp?idArt=85672&idCat=82)  che il nostro caro governo sta facendo si mira a questo scopo. Limitare la creazione di cittadini preparati e consapevoli, sostituendoli con docili, ignoranti ed inoffensivi sudditi capaci di ripetere come dischi rotti gli slogan e paranoie calate dall’alto (le varie emergenze e su come miracolosamente sono state risolte…) capaci di credere solo nel dio della confindustria, a sostenere che precario è bello; persone che ai libri preferiscono il rintriciullirsi innanzi ad un reality oppure leggere quella spazzatura (tipo dipiù) che riempie le edicole ad un euro nelle quali gli articoli migliori sono le pagine pubblicitarie. L’ignoranza è forza e il nostro caro vecchio ladro di presidente lo sa benissimo, da sempre si è circondato da una manica di servi ignoranti e adesso vista la forza che detiene sceglie l’attacco, sperando di potere estendere il dominio e controllo su tutto il Paese.

La lotta è difficile. Questi 5 anni saranno peggiori del quinquennio 2001-2006 e mai come adesso il rischio fascismo sarà vicino al nostro Stato. Un governo autoritario avvantaggiato dall’assenza di opposizione forte, seria e radicata nel territorio, la disillusione nella gente, preoccupata più dell’aumento delle zucchine che della libertà e giustizia sociale, la crisi dei movimenti messi all’angolo e in piena crisi esistenziale, una sinistra che sta smarrendo la sua identità ed è sbeffeggiata come lo stupido del paese. Eppure è adesso che la lotta si deve fare dura opponendoci e proponendo, ognuno nei propri ambiti di lavoro e vita, il modello di società in cui crediamo e vogliamo vivere.

Girando su internet ho trovato un interessante intervento di Piero Calamandrei (http://it.wikipedia.org/wiki/Piero_Calamandrei) sulla scuola e su come un controllo governativo su di essa sia funzionale all’instaurazione di una “larvata dittatura”.

Buona lettura (il documento intero si trova su: http://rifondazionebuccinasco.wordpress.com/2008/09/28/calamandrei-1950-una-profezia-agghiacciante-sulla-scuola-pubblica/

"Facciamo l’ipotesi, così astrattamente, che ci sia un partito al potere, un partito dominante, il quale però formalmente vuole rispettare la Costituzione , non la vuole violare in sostanza. Non vuol fare la marcia su Roma e trasformare l’aula in alloggiamento per i manipoli; ma vuol istituire, senza parere, una larvata dittatura. Allora, che cosa fare per impadronirsi delle scuole e per trasformare le scuole di Stato in scuole di partito? Si accorge che le scuole di Stato hanno il difetto di essere imparziali. C’è una certa resistenza; in quelle scuole c’è sempre, perfino sotto il fascismo c’è stata. Allora, il partito dominante segue un’altra strada (è tutta un’ipotesi teorica, intendiamoci). Comincia a trascurare le scuole pubbliche, a screditarle, ad impoverirle. Lascia che si anemizzino e comincia a favorire le scuole private. Non tutte le scuole private. Le scuole del suo partito, di quel partito. Ed allora tutte le cure cominciano ad andare a queste scuole private. Cure di denaro e di privilegi. Si comincia persino a consigliare i ragazzi ad andare a queste scuole, perché in fondo sono migliori si dice di quelle di Stato. E magari si danno dei premi, come ora vi dirò, o si propone di dare dei premi a quei cittadini che saranno disposti a mandare i loro figlioli invece che alle scuole pubbliche alle scuole private. A “quelle” scuole private. Gli esami sono più facili, si studia meno e si riesce meglio. Così la scuola privata diventa una scuola privilegiata. Il partito dominante, non potendo trasformare apertamente le scuole di Stato in scuole di partito, manda in malora le scuole di Stato per dare la prevalenza alle sue scuole private. Attenzione, amici, in questo convegno questo è il punto che bisogna discutere. Attenzione, questa è la ricetta. Bisogna tener d’occhio i cuochi di questa bassa cucina. L’operazione si fa in tre modi: ve l’ho già detto:
- rovinare le scuole di Stato. Lasciare che vadano in malora. Impoverire i loro bilanci. Ignorare i loro bisogni.
- attenuare la sorveglianza e il controllo sulle scuole private. Non controllarne la serietà. Lasciare che vi insegnino insegnanti che non hanno i titoli minimi per insegnare. Lasciare che gli esami siano burlette.
- dare alle scuole private denaro pubblico. Questo è il punto. Dare alle scuole private denaro pubblico!
Quest’ultimo è il metodo più pericoloso. » la fase più pericolosa di tutta l’operazione […]. Questo dunque è il punto, è il punto più pericoloso del metodo. Denaro di tutti i cittadini, di tutti i contribuenti, di tutti i credenti nelle diverse religioni, di tutti gli appartenenti ai diversi partiti, che invece viene destinato ad alimentare le scuole di una sola religione, di una sola setta, di un solo partito […]
"
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03/10/2008

Ho interrotto la latitanza...

Accidenti sono diventato un vero latitante.....

Settembre è stato un mese molto incasinato senza un attimo di tregua.

Come avete sentito il Consiglio di Stato ha bocciato il referendum promosso dal comune di Vicenza per far votare ai suoi cittadini l'intenzione sul volere o meno l'ampliamento della base militare degli Stati Uniti. Tuttavia, nonostante il diniego, su internet è possibile esprimere la propria preferenza.  Purtroppo con troppo fretta e senza reazioni gli spazi democratici, la libertà e la dignità di un popolo stanno subendo limitazioni da una politica presuntuosa e ignorante (2 ingredienti fascisti). Ma questo è un altro discorso che magari affronteremo meglio in seguito.

se volete votare e diffondere l'iniziativa il sito è: http://www.nodalmolin.it/consultazione/consultazione.php

N.B. PER VOTARE NO OCCORRE CLICCARE SUL SI

 La vita di un popolo non consiste nel diritto di eleggere i propri rappresentanti, ma nell'invigilarli, nel dirigerli sulla via, nel trasmettere loro la propria ispirazione. Nelle piccole repubbliche antiche, il popolo era chiamato a decidere intorno le leggi proposte. Nei grandi Stati moderni, l'associazione deve supplire all'esercizio impossibile di quel diritto. L'opinione del Paese dovrebbe legalmente, normalmente rivelarsi al governo intorno a ogni cosa che tocca i più. (aurelio saffi)

20/08/2008

Sempre + nero

Notizia pubblicata oggi sul sito di repubblica: (http://www.repubblica.it/2008/08/sezioni/cronaca/affidamento-rifondazione/affidamento-rifondazione/affidamento-rifondazione.html). Bisognerebbe conoscere tutta la realtà della vicenda, certo decidere l'affido poichè il figlio milita in un partito di sinistra sa molto di sentenza fascista.

SEDICENNE TOLTO ALLA MADRE PERCHE' MILITA IN RIFONDAZIONE

Gli dicono che somiglia a Scamarcio, l'attore. A sedici anni, fa piacere. Ma ha promesso che oggi si taglia i capelli arruffati e magari non lo bollano più come comunista. Circolo Tienanmen, tessera dei Giovani comunisti, trovata dal padre, fotocopiata dai servizi sociali, allegata all'ordinanza del Tribunale di Catania, prima sezione civile, per dimostrare nella causa di affido che la madre non sa badare all'educazione del ragazzo il quale ha "la tessera d'iscrizione a un gruppo di estremisti".

Quindi, M. P. - che preferisce non essere citato con il suo nome, visto che lui, ragazzo esuberante, lo conoscono un po' tutti a Catania - è stato di fatto accusato di essere comunista rifondarolo, uno che frequenta "luoghi di ritrovo giovanili dove è diffuso l'uso di sostanze alcoliche e psicotrope", dove cioè c'è il sospetto che si bevano birre e si fumino spinelli. Nel giudizio degli assistenti sociali, le cose stanno pure peggio perché i comunisti sono "estremisti, il segretario del circolo è un maggiorenne che pare abbia provveduto a convincere all'iscrizione e all'attivismo altri ragazzi", tra cui l'amico del cuore del sedicenne, anche lui una testa matta che lo trascina nella vita "senza regole". Non è l'unica ragione, ovvio, per far pendere la bilancia della contesa sull'affido dalla parte paterna, ma la militanza comunista è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso. M. P. è stato tolto alla madre e ora assegnato al padre, insieme al fratello più piccolo.

Tra un uomo e una donna, dopo una travagliata separazione, la resa dei conti si scarica spesso sui figli. Cose che succedono, non dovrebbero. La ragione, si sa, non sta mai da una parte sola. Però a Catania, ora ci si è messa di mezzo la politica. Mai infatti i comunisti, rifondaroli o del Pdci, si erano sentiti citati in un tribunale come pericolosi, estremisti, prova provata e sintomo di devianza giovanile. "Fino a ieri si chiamava militanza, e Rifondazione era il partito del presidente della Camera, Fausto Bertinotti; la sinistra comunista aveva due ministri nel governo Prodi", si sfoga Orazio Licandro, responsabile dell'organizzazione del Pdci. Nel partito di Diliberto hanno suonato l'allarme: comincia così la caccia alle streghe, usando in una storia delicata e complessa di affido familiare lo spauracchio dei comunisti, "è l'anticamera della messa al bando, siamo ormai extraparlamentari e anche pericolosi. Non è fascismo? Poco ci manca". Elencati nel dossier del tribunale infatti ci sono la tessera, con il costo dell'adesione, il faccione di Che Guevara e la fede nella rivoluzione riassunta nella frase "No soy un libertador, los libertadores existen, son los pueblos quienes se liberan". (...)