13/01/2009
in difesa di vittorio
È possibile che il sito www.stoptheism.com non sia, come dicono, troppo attendibile, che il suo animatore - tale Lee Kaplan, sedicente «giornalista investigativo» - sia un ciarlatano. Ma con il clima di impunità goduto dalle nefandezze israeliane e di omertà garantito dalla politica e dalla stampa, bisogna stare molto attenti. Fu a Gaza nel marzo 2003, durante la seconda intifada, che una pacifista Usa dell'Ism, Rachel Carrie, fu (deliberatamente)schiacciata da un bulldozer militare israeliano mentre tentava di impedire la distruzione di una casa palestinese.
A quel che si sa Stop the Ism è un sito statunitense dell'estrema destra ebraica, furiosamente anti-palestinese e anti-comunista, che sembra sia legato a Radio Arutz7, l'emittente dei coloni ebrei, i più fanatici in genere provenienti dagli Usa, insediati nelle terre palestinesi della Cisgiordania e di Gerusalemme est. Per Kaplan e soci per fermare l'International solidarity movement qualsiai mezzo è buono purché sia «definitivo». Per loro l'Ism è «un consorzio di gruppi di anarchici e comunisti americani alleati dell'Olp», ovvero «un'idra dalle molte teste» il cui obiettivo è di «aiutare l'Olp a distruggere Israele» e di «finanziare anarchici e comunisti americani a espandere le basi per la rivoluzione mondiale». E gente come Vittorio Arrigoni e altri volontari che vengono dagli Stati uniti, dall'Irlanda, dalla Spagna, dall'Australia, dalla Polonia, sono dei «terroristi alleati di Hamas».
Sembrerebbe da ridere ma non c'è niente da ridere. Vittorio Arrigoni è un bersaglio «facile». È uno di quei matti che vanno a mani nude in posti infami come Gaza per difendere i civili palestinesi. Gli israeliani lo conoscono bene e lo hanno già intercettato, arrestato ed espulso due volte prima che Arrigoni il 23 agosto tornasse a Gaza dal mare a bordo della barca Free Gaza che aveva rotto il blocco israeliano (la vera causa della fine della tregua, non certo i razzetti di Hamas come vi stanno raccontando).
Per cercare di evitare che anche Arrigoni divenga un «tragico errore» o un «danno collaterale» abbiamo chiesto alle autorità politiche e diplomatiche italiane di attivarsi urgentemente con quelle israeliane. Nell'inferno di Gaza Vittorio Arrigoni non è solo.
17:49
Scritto da: notanio
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07/01/2009
Pace of Peace
16:23
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02/01/2009
arriva il 2009
10:37
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29/12/2008
Gaza al suolo...
Una delle principali irrazionalità;, che prorpio non riesco a comprendere è; quando i "grandi capi di governi o nazioni" parlano di Pace e che per arrivare ad essa occorre massacrare altre persone le quali hanno la semplice iella di essere di un altro popolo. E' un qualcosa che non riesco a capire. Come non comprendo quei governi (come il nostro, ad esempio...) che sostengono tali azioni delittuose, economicamente-militarmente ma anche moralemente così se vengono uccisi decine di bambini palestinesi è un esempio...) dicono che la colpa è dei loro genitori che continuano a lanciare rudimentali missili verso Israele. Governi che credono che la Pace possa essere costruita solo con la guerra, e in base a questa loro perversione mentale sono pronti a giustificare tutte le aberrazioni. Dalle loro poltrone dorate non gliene frega un accidenti delle vittime innocenti, della distruzione, delle malattie, della miseria che creano. Fissati nella loro idea e attaccati ai loro sporchi ed insanguinati interessi trovano la giustificazione a tutto. Io mi domando, sempre ad esempio, tutti quei bambini e ragazzi a Gaza, affamati da mesi di blocco degli alimenti e medicinali, vedendo in questi giorni morire i propri familiari e distruggere le loro abitazioni in futuro (se sopravviveranno agli attacchi israeliani) cresceranno da bravi pacifisti, oppure esasperati inizieranno la resistenza o, peggio, finiranno nel terrorismo???
per info: http://it.peacereporter.net/homepage.php

18:38
Scritto da: notanio
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11/12/2008
Menzogna della guerra
Sappiamo e siamo ben consapevoli che la guerra è una delle cose più inutili esistenti in questo mondo. La storia europea ed italiana dovrebbe averci ben forgiato sul sentimento di ripulsione verso qualsiasi conflitto armato. La nostra Costituzione (nonostante il nero nano e le sue fisime pidduiste sulla volontà di modificarla) mantiene l'articolo 11 che andrebbe scolpito sui muri di ogni paese: L'Italia RIPUDIA la guerra...... Negli ultimi anni il nostro Paese ha partecipato ad azioni di guerra le principali Iraq e Afghanistan. Ed è prorpio in quest'ultima (dove si trovano circa 3000 militari) che stanno accadendo dei fatti che i nostri informati-attenti-corretti-liberi telegiornali non diranno mai: IL 72% DELL'AFGHANISTAN E' RITONATO SOTTO IL CONTROLLO DEI TALEBANI!!! Gli stessi contro cui venne dichiarata la guerra e per cacciare i quali sono state massacrate decine di migliaia di persone innocenti (i famosi effetti collaterali....). La notizia si trova sul sito: http://it.peacereporter.net/articolo/13123/Talebani+padroni+del+72+percento+del+territorio
Tra le province cadute in mano alla guerriglia anche quella 'italiana' di Herart
I talebani, che solo un anno fa controllavano il 54 percento del territorio afgano, oggi ne controllano il 72 percento e circondano Kabul. Lo certifica il rapporto annuale del think-tank di politica internazionale Icos (ex Senlis Council), che fornisce analisi e statistiche a supporto delle operazioni Nato in Afghanistan.
"In Afghanistan ormai i talebani guidano il gioco, sia politicamente che militarmente", ha dichiarato Paul Burton, direttore dell'Icos. "C'è il reale pericolo che i talebani riconquistino l'intero Paese".
Il rapporto sottolinea anche come "tre delle quattro vie d'accesso alla capitale Kabul siano già in mano alla guerriglia".
Solo nel 7 percento del territorio afgano i talebani hanno una "scarsa presenza" (non nulla), e si tratta sostanzialmente del Panjshir (a nord di Kabul), roccaforte dei mujaheddin tagichi, e delle province settentrionali attorno a Mazar-e-Sharif, controllate dalle milizie uzbeche del signore della guerra Rashif Dostum.
Tra le regioni che nell'ultimo anno sono di fatto finite in mano agli insorti c'è anche la provincia occidentale di Herat, dove si concentra il grosso del contingente militare italiano.
Oggi il capo del Comando Centrale Usa, il generale David Petraeus, è a Roma per convincere il governo Bersulconi a fornire un maggior contributo militare sul fronte di guerra afgano. Il Pentagono ha deciso di inviare altri 20 mila soldati in Afghanistan nei prossimi mesi.

14:38
Scritto da: notanio
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03/11/2008
il 4 novembre........
dal sito (http://it.peacereporter.net/articolo/12591/4+novembre.+Festa+della+%27vittoria%27%3F)
La guerra contro l'Austria-Ungheria...è vinta...I resti di quello che fu uno dei più potenti eserciti del mondo risalgono in disordine e senza speranza le valli, che avevano disceso con orgogliosa sicurezza". In tutte le caserme d'Italia, fuso nel bronzo delle artiglierie nemiche, campeggia il bollettino di guerra del 4 novembre 1918. Artefice della vittoria, il generale Armando Diaz. Novant'anni dopo si celebra quell'evento. Artefice delle celebrazioni, il ministro della Difesa Ignazio la Russa. Lo si fa in pompa magna, con un programma di iniziative 'in terra, cielo e mare': sfilate, parate, mostre di carri armati ed elicotteri, simulazione di assalti militari e lancio di paracadutisti nelle piazze di 21 città. Lo si fa attingendo non al bilancio della Difesa - con grande soddisfazione del ministro - ma a quello della legge 133 (conversione del decreto legge 112, la Finanziaria), che, nell'articolo 60, comma 8-bis, stanzia un apposito fondo di ben tre milioni di euro.
Recita il comma: "nello stato di previsione del ministero della Difesa è istituito un fondo con una dotazione pari a 3 milioni di euro per l'anno 2008, da utilizzare per far fronte alle esigenze prioritarie del Ministero stesso". Che i quattrini provengano dalla Difesa o da altrove, poco importa. E' sempre lo Stato italiano a pagare, con i soldi dei suoi contribuenti. La contraddizione di tale spesa è che, in tempi di crisi e di tagli - soprattutto a quel ministero della Difesa che non ha i soldi per pagare il personale, nè la manutenzione di strutture ed equipaggiamenti militari - è che tali celebrazioni vengano considerate 'esigenze prioritarie'. Ulteriore elemento di inopportunità è che il Governo italiano celebri, nell'ambito di una 'festa nazionale' (quella delle Forze Armate, ovvero il tradizionale incontro dei militari con la popolazione civile) ciò che fu invece tutt'altro che una festa. "Il momento delle trincee fu il momento di nascita dell'unità nazionale", ha dichiarato La Russa in occasione della conferenza stampa di presentazione dell'evento. Più che di celebrazione, bisognerebbe parlare di commemorazione, visto che la Grande guerra fu una inutile strage, nella quale morirono 680 mila soldati italiani.
Commemorare, anzichè celebrare, un lutto nazionale, a seguito del quale l'Italia, dopo il voltafaccia con gli alleati della Triplice, fu ridicolizzata anche dai nuovi alleati (Francia, Inghilterra e Russia) con i quali firmò segretamente un accordo (il Patto di Londra del 1915) che avrebbe dovuto concedere al nostro Paese il Trentino, l'Alto Adige, l'Istria, Trieste, la Dalmazia e Fiume, oltre a eventuali 'aggiustamenti' delle colonie tedesche in Africa. Alla Conferenza di Versailles del 1919 le rivendicazioni di Orlando, Sonnino e Salandra, rimasero inascoltate. Gli italiani, considerati 'utili traditori' nel momento del bisogno, erano adesso considerati dai veri vincitori della guerra un peso, un agnello da sacrificare all'altare dell'autodeterminazione dei popoli sancito dal presidente Usa Wilson, che stabilè che Fiume e la Dalmazia sarebbero rimaste fuori dai confini nazionali. Le colonie tedesche furono invece spartite tra Francia e Inghilterra. La 'vittoria mutilata' offrì poi terreno fertile per la nascita di un nazionalismo radicale e bellicista desideroso di rivalsa, che degenerò nel fascismo e in una nuova, scellerata scelta interventista a fianco di Hitler.
Il ministro La Russa ha deciso di fare le cose in grande, preparando un prologo e una conclusione fastosa per la festa delle Forze Armate-Vittoria nella Grande Guerra. Il prologo sono le lezioni, già iniziate in numerose le scuole italiane, che alti ufficiali militari terranno da oggi a venerdì. Nel fine settimana sono iniziati i concerti delle fanfare dei Carabinieri, come le mostre di mezzi militari. A Milano, da ieri un Tornado rivolge il proprio muso affusolato verso il Duomo, così come due blindati dell'Arma stazionano di fronte al Palazzo Reale. Il 4 novembre la celebrazione ufficiale, mentre il fine-settimana dell'8-9 vedrà il grande concerto di Andrea Bocelli in Piazza del Popolo. In aggiunta alle varie deposizioni di corone sule lapidi ai caduti, alzabiandiera, simulazioni di assalti e lanci di paracadutisti (a Firenze, un militare verrà paracadutato su una piattaforma nel centro dell'Arno per un'atterraggio 'ad alta difficoltà tecnica'), è previsto uno spot di 120 secondi che verrà trasmesso in tutte le reti nazionali. Paradossalmente, la musica del video, che mostrerà militari delle Forze Armate nelle strade e delle piazze d'Italia, è una canzone d'amore di John Denver, artista country americano.
Oltre all'opportunità della spesa per le fastose celebrazioni della vittoria, ciò che ha alimentato le polemiche che sono culminate nel provocatorio invito al 'boicottaggio' da parte del direttore di Liberazione Piero Sansonetti è stata anche la decisione di far entrare in 200 scuole superiori italiane rappresentanti delle Forze Armate per spiegare il significato del 4 novembre e illustrare come funzionano Esercito, Aeronautica, Marina e Carabinieri. Molti temono che l'iniziativa possa rappresentare una forma di reclutamento occulto o di propaganda. Abbiamo chiesto all'ufficio dell'ufficio scolastico provinciale di Milano (l'ex provveditorato), che organizza gli incontri, se ciò corrisponda a verità. "Nessuna pubblicità all'esercito, nessuna propaganda - ci è stato risposto -. Non l'avremmo mai permesso. Le lezioni si svolgono con una parte storico-letteraria, fatta da uno storico, l'altra fatta da un militare, che si limita a spiegare, con una serie di slide fotografici, la storia del milite ignoto e del monumento a lui dedicato. Il tutto è stato fatto soprattutto in un'ottica di opportunità, per i ragazzi, di attingere a fonti documentarie sull'argomento".
Tre generali in pensione hanno commentato l'iniziativa 'didattica'. Albino Amodio e Domenico Rossi del Cocer (comitato di rappresentanza delle Forze Armate) e Giovanni Bernardi, fondatore del sito 'Paginedidifesa.it'. Secondo Rossi, che del Cocer è presidente, "ben vengano gli incontri dei militari nelle scuole, al di fuori di ogni retorica o propaganda. Se occorre 'pubblicizzare' un dato oggettivo, cioè l'inizio di un valore fondante come l'unità nazionale, ovvero un dato storico, allora gli inviti negli istituti possono rappresentare un mezzo per far conoscere meglio le Forze Armate alle scuole, ripeto, aldilà di ogni esaltazione di tali fatti". Amodio riferisce invece che "al posto loro mi sentirei un po' spaventato, poiché io non sarei in grado di spiegare la storia. Spesso fatico a capirla io stesso. Inoltre un giudizio storico contiene in se' anche un giudizio politico. Se me lo ordinassero credo che dovrei obbedire. Se potessi decidere credo che direi di no". Perplessità, per ragioni simili, è invece espressa dal generale Bernardi: "Non ho un'opinione pregiudiziale ai militari in classe. Quando si va nella 'tana del leone', ovvero in una classe in cui gli studenti possono essere polemici e aggressivi, bisogna essere molto preparati rispetto a quando le visite si ricevono in caserma. C'è bisogno di ufficiali molto preparati, o iniziative di massa di questo tipo possono rappresentare un rischio".
La guerra sembrava vinta quando l'Italia firmò il Patto di Londra nel 1915. La guerra sembrava vinta anche quando Mussolini scese al fianco di Hitler nel 1940. Nel 2003, durante la guerra in Iraq, Bush esclamava trionfante dalla portaerei Lincoln: "Missione compiuta". Solo allora Berlusconi decise di inviare un contingente italiano. A guerra 'vinta'. Tra nove giorni si celebererà il quinto anniversario della strage di Nassiriya, dove morirono 19 italiani. Chissà quanto occorrerà aspettare ancora, per celebrare la 'vittoria' delle guerre in Afghanistan e Iraq. Chissà in quanti si asterranno, qualora tale celebrazione avesse luogo, dal parlare di 'vittoria mutilata'. Visti i precedenti storici, chissà quali ne saranno le nefaste conseguenze.
e a la russa, ai suoi seguaci, e a chi preferisce festeggiare le guerre e le loro morti noi rispondiamo con questo:

22:06
Scritto da: notanio
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22/03/2008
Buona Pasqua
Buona Pasqua
15:16
Scritto da: notanio
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19/03/2008
Libertà in Tibet

La libertà e la dignità di un essere umano non possono essere piegate e annullate dalle logiche del mercato internazionali. Denunciamo gli abusi del regime cinese!!!
info:
10:41
Scritto da: notanio
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18/10/2007
controfinanziaria
Autunno cadono le foglie, e anche la scure del ministero dell'economia... Dal 1999, 47 organizzazioni della società civile si sono unite nella campagna Sbilanciamoci per impegnarsi a favore di un’economia di giustizia e di un nuovo modello di sviluppo fondato sui diritti, l’ambiente, la pace. Tra le differenti iniziative realizzate, particolare importanza ha nel mese di ottobre la presentazione di una "controfinanziaria" con l'obiettivo di indicare un modo alternativo di usare la spesa pubblica per i diritti, la pace e l’ambiente. Ieri è stata presentata. per chi è interessato può andare sul sito www.sbilanciamoci.org e vedere le slide e la bozza della proposta. Inoltre si può firmare la petizione "PER UNA FINANZIARIA DIVERSA CHE METTA AL CENTRO I DIRITTI, L'AMBIENTE, LA PACE" dal sito http://www.sbilanciamoci.org/index.php?option=com_petizione2007
21:36
Scritto da: notanio
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11/09/2007
il 10 settembre
tiziano terzani nel libro "lettere contro la guerra" scrive che dovevamo vivere meglio e ricordarci il 10 settembre, "prima dell'11 settembre, prima delle torri gemelle, della nuova barbarie, della limitazione della libertà, prima della grande intolleranza, della guerra tecnologica, dai massacri di prigionieri e di civili innocenti, prima della grande ipocrisia, del conformismo, dell'indifferenza o, peggio, ancora dalla rabbia meschina e dall'orgoglio malrisposto; l'ultimo giorno prima che la nostra fantasia in volo verso più amore, più fratellanza, più spirito, più gioia venisse dirottata verso più odio, più discriminazione, più materia, più dolore".
papa paolo VI disse "la pace di tutto il mondo sta nel cuore di ogni uomo".
p.s oggi il pentagono (nota bene il pentagono e quindi sono dati parziali) ha detto che in iraq, finora, sono morti 80.000 civili, in cambio di cosa? e con che risultati per tutto il mondo?
23:42
Scritto da: notanio
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