04/05/2009
Porco Mondo
Sinceramente trovo molto ipocrita la morbosa ossessione con cui i mass-media trattano il caso della cosiddetta influenza suina.
1) In primo luogo il clamore (o spesso la paranoia) con cui viene trattata la notizia può essere utile non solo per ricoprire il cosiddetto "Diritto d'informazione" ma anche per mantenere una subdola disinformazione non trattando determinate problematiche: ad esempio i reali effetti della crisi economica e come si stanno comportando i gruppi mafiosi, se si sta indagando sulle recenti costruzioni crollate durante il terremoto in Abruzzo, oppure perchè il governo italiano debba spendere 14 MILIARDI di Euro per comprare 131 cacciabombardieri. (http://it.peacereporter.net/articolo/14849/Per+la+guerra+i+soldi+non+mancano)
2) Dopo le mucche pazze, i polli alla diossina e aviaria, le pecore sballate, i pesci al mercurio, ora pure i maiali si prendono l'influenza. Tuttavia, oltre al "costante bollettino dei contagi-cosa dice l'OMS-cosa fa il governo", non si sente discutere in giro se la colpa sia degli animali che hanno deciso di ammalarsi oppure c'è qualche problema di fondo. Ad esempio siamo sicuri che gli OGM, i farmaci usati negli allevamenti, l'inquinamento, la produzione intensiva, i mangimi non abbiano nessuna responsabilità sul sorgere di queste malattie??
3) Per me questa è l'IPOCRISIA PIU' GRANDE. L'influenza, soncondo l'OMS, finora ha provocato 26 morti (25 in Messico, uno negli Stati Uniti) e 1003 casi accertati in 20 Paesi (http://www.repubblica.it/2009/04/sezioni/esteri/febbre-suina-1/4-maggio/4-maggio.html). Eppure ogni anno nel mondo milioni di persone muoiono a causa di differenti malattie. Vogliamo fare un esempio???? Prendiamo la MALARIA: Ogni anno vengono colpiti dalle 300.000 alle 500.000 persone. 2 MILIARDI E 400 MILA persone (40% della popolazione mondiale) sono esposte al rischio malaria la quale è presente in forma endemica in 100 Stati e provoca ogni anno 2.000.000 di MORTI. UN BAMBINO OGNI 30 SECONDI.
Ed ora veniano all'ipocrisia più grande, alla quale si somma il perfido cinismo su cui si basa il sistema nostro finanziario. Le case FARMACEUTICHE, le stesse che stanno facendo milioni con l'influenza suina (http://it.peacereporter.net/articolo/15426/All%27ombra+del+virus) destinano meno dell'1% alla ricerca di farmaci contro la MALARIA (il motivo è che non sarebbe economicamente vantaggioso. Meglio investire nella ricerca sulla caduta dei capelli)..... (i dati sono presi dal sito: http://www.stopmalaria.it/)
Dopo questa breve riflessione domandiamoci: PERCHE' FISSARCI IN MANIERA OSSESSIVA SULLA FAMIGERATA PANDEMIA DELL'INFLUENZA SUINA?? A me sorge una risposta un po maliziosa: Mica gli viene dedicata tanta "paura" e attenzione poichè si tratta di una malattia che attaccherebbe in maniera diretta il cosiddetto "mondo occidentale", mentre se fosse confinata in uno dei tanti paesi del cosiddetto "sud del mondo" avrebbe qualche trafiletto di giornale e 20 secondi in tv solo per un paio di giorni????
20:59
Scritto da: notanio
in Oltre la punta del nostro naso | Link permanente | Commenti (2)
|
Segnala
| OKNOtizie |
Facebook
06/04/2009
Una riflessione sul terremoto
La mia vuole essere una semplice riflessione, non ho nessuna diretta intenzione polemica (sarebbe al limite dello sciacallaggio) ma dentro di me, guardando e sentendo le notizie che vengono dall'Abruzzo, alcuni dubbi nascono. Io mi chiedo com'è po ssibile che nel nostro paese, che presenta un elevato grado sismico (basta vedere la mappa di pericolosità presente nel sito http://zonesismiche.mi.ing
L'intensità è stata medio-alta (vedete il sito http://it.wikipedia.org/wi
il 14 giugno 2008 un terremoto di intensità 7,2 (1 punto in più) ha colpito il Giappone. Totale 6 morti (http://www.corriere.it/est
il 16 luglio 2007 sempre in Giappone un terremoto di intesità 6.8. 8 morti e quasi 1000 feriti (http://www.repubblica.it/2
23 ottobre 2004 in Giappone un terremoto che raggiunge i 6.8 provocando 8 morti e 500 feriti (http://www.repubblica.it/2
29 luglio 2008 terremoto a Los Angeles intesità 5.4 (quasi 1 di meno) nessun morto (http://www.repubblica.it/2
23 dicembre 2003 terremoto a Los Angeles intensità 6,5: 2 morti (http://ricerca.repubblica.
Lo so che in ogni terremoto intervengono differenti varibili. La profondità in cui si sviluppa, la durata, la densità della popolazione, se è giorno o notte.
E soprattutto sono consapevole che la colpa di una tragedia del genere non può essere additata ad un singolo governo. Ma la mia riflessione è questa:
Possibile che in Italia, di cui sappiamo l'elevato rischio sismico, in questi decenni non si sia fatto nulla?? Possibile che continuiamo a parlare di grandi opere faraoniche e poi un terremoto medio-alto provoca tali stragi e distruzione??
Possibile che USA e Giappone (dei quali ci vantiamo di essere alleati e componenti del G8) hanno investito nell'antisismico, e le notizie citate lo dimostrano, e noi invece continuiamo a condonare case abusive senza verificare la loro costruzione (sarebbe interessante sapere se tra le palazzine crollate qualcuna aveva beneficiato del condono)
Possibile che ad esempio in Calabria in cui un grave evento sismico si ripete ogni 100 anni (http://it.wikipedia.org/wi
Io penso che interventi di prevenzione e investimento antisismico si fanno nell'arco di decenni, per questo non do la colpa ad un singolo governo. Fa parte della classica negligenza che è la vera responsabile di queste tragedie. E affinchè tali morti siano da monito non sarebbe meglio prendere una decisione lungimirante e finalizzata al bene della collettivcità (e non degli elettorati di appartenenza) e decidere di stanziare seri fondi per opere antisismiche vigilando in maniera attenta per evitare che politici, mafiosi, notabili, amici degli amici, imprenditori, dirigenti, possano specularci-corrompere-inta
Ad esempio il nostro Paese sta per spendere 13 MILIARDI DI EURO per comprare 131 caccia-bombardieri da attacco F-35 Lightning II (http://it.peacereporter.ne
23:13
Scritto da: notanio
in Oltre la punta del nostro naso | Link permanente | Commenti (1)
|
Segnala
| OKNOtizie |
Facebook
21/12/2008
Natale in avvicinamento....
Una riflessione di padre Alex Zanotelli
Viola, la perla bianca di Anna
nata nel cuore della ricca Brianza
ha davanti a sé ottanta anni di vita (se tutto va bene)
e una dote iniziale di 25.000 euro.
Njeri, la perla nera di Rachele,
nata nella baracca di Korogocho
ha davanti a sé quaranta anni di vita (se tutto fila liscio)
e una dote inziale di soli 250 euro.
Due mondi, due bimbe,
divise da un invisibile muro di vetro.
La prima, Viola, fa parte del 20% dell'umanità
che si "pappa" l'83% delle risorse mondiali.
La seconda, Njeri, fa parte dell' oltre un miliardo di 'esuberi umani'
che devono accontentarsi dell'1,4% delle risorse,
costretti a vivere con meno di 1 dollaro al giorno:
sono gli innocenti di cui si rinnova la strage oggi:
E Rachele piange i suoi figli e non vuole essere consolata
perché essi non ci sono più.
Milioni di bimbi muoiono di fame, malattie, aids:
un bimbo muore di fame ogni due secondi,
11 milioni ne muoiono all'anno per malattie meno gravi di un raffreddore,
centinaia di milioni non inizieranno neanche la prima elementare.
Due mondi, due Natali.
Il nostro è il Natale dell'opulenza, delle luci, dei regali
del consumismo
degli affari.
È un business senza fine,
è uno shopping anche di domenica.
Questo sfavillio di luci natalizie
sembra un meraviglioso "acquario"
in cui guizzano costosissimi pesciolini esotici.
A scrutarlo centinaia di milioni di bimbi dal volto scuro
che guardano affascinati l'acquoso ed esotico luccichio.
Fino a quando la parete di vetro
proteggerà il banchetto degli esotici pesciolini?
Per assicurarci che la parete di vetro sia davvero infrangibile
e ci protegga eternamente da quei visi sognanti di bimbi affascinati
noi investiamo somme astronomiche in armi:
Usa ed Europa nel 2003 programmano di spendere
750 miliardi di dollari. (nel 2007 si è arrivatia 1200 miliardi di dollari un aumento del 37% in 10 anni e l'Italia è all'ottavo posto mondiale per spese in armi http://www.disarmo.org/rete/a/26380.html)
Un altro Natale non solo è possibile ma è urgente e necessario!
Boicottiamo il Natale dei pesciolini esotici:
il Natale dei consumi, dei regali, degli affari,
un Natale 'pagano' che ha ben poco da spartire
con quel Bimbo che nasce in una mangiatoia
alla periferia dell'impero, fuori dell'acquario
anche lui indistinguibile volto nero in mezzo agli altri volti scuri.
Diciamo no al consumismo vieppiù indotto e incentivato
e diciamo sì alla festa natalizia della famiglia allargata
a nonni, cugini, zii, nipoti
ma anche alla famiglia dell'immigrato
che lavora per noi o che ci è più vicino.
Diciamo no al decadente e ripetitivo tango di regali,
e diciamo sì ad un consumo critico,
al regalo fatto in casa con amore e con le proprie mani,
o a quello equo e solidale
di lavoro fatto "in dignità".
Diciamo no alla stupida pervasività televisiva
e diciamo sì alle relazioni umane in famiglia,
ritornando a raccontarci gioie e dolori
e a riprendere confidenza con l'immaginario, la fiaba
prendendo a cuore anche la bellezza del celebrare insieme
il fascino del Natale.
Diciamo no alla violenza e alla guerra e diciamolo con fierezza,
e diciamo sì alla pace e alla nonviolenza con evidenza
mettendo bandiere arcobaleno ai nostri balconi
e camminando con uno "straccetto bianco di pace".
Solo così il Natale ritornerà ad essere
la festa della vita
che farà rifiorire la speranza di un altro mondo possibile.
Coraggio, dunque,
ci può ancora essere un Buon Natale!
18:48
Scritto da: notanio
in Oltre la punta del nostro naso | Link permanente | Commenti (5)
|
Segnala
| Tag: natale, riflettere, zanotelli | OKNOtizie |
Facebook
28/11/2008
forti con i deboli e deboli con i forti
E' vero sto diventando un latitante.....sarà la mia anima calabrese...mah?? Sinceramente è un bel po di tempo che avverto una forte nausea. Sono nauseato dalla realtà in cui vivo, da questa Italia, dall'intolleranza e razzismo che si stanno diffondendo. Sono nauseato dal mio governo FORTE CON I DEBOLI E DEBOLE CON I FORTI...pronto a salvare le chiappe ai banchieri mentre mostra tutto il suo odio verso gli ultimi ed emarginati, incapace di prendere decisioni serie; buono a vendere solo fumo (almeno fosse di qualità ci divertiremmo un po...) si veda il caso della carta sociale (in inglese fa troppo figo) una buona elemosina che riassume tutta l'arroganza ed ipocrisia di chi vorrebbe governarci. Nel dare quei 40 euro al mese sta riassunta tutta la presunzione, incapacità di comprendere e soprattutto inettitudine nel prendere decisioni del nostro (ahinoi) governo. Gettare monetine in un cappello senza chiedersi il perchè di questa povertà (la Caritas ci ha detto che sono a rischio 15.000.000 di persone nel nostro paese (http://www.repubblica.it/2008/10/sezioni/cronaca/poverta-caritas/poverta-caritas/poverta-caritas.html) del come mai in Italia si comincia a stare sempre peggio, e di come un governo mostri tutta la suia incapacità nell'affrontare la crisi. In parole povere non sanno cosa cazzo fare (concedetemela...) non sanno quando finirà, che effetti avrà, come si svolgerà.... sanno semplicemente ripetere la stessa nenia: Italiani dovete consumare di +. E nel ripeterla ti fanno sentire una merdaccia morta di fame che per natale non vuole comprare neanche una lucetta.... Facile fare i sermoni a 20.000 euro al mese (+ bustarelle esentasse). La lancio lì; e se noi per fregarli iniziassimo a vivere la decrescita (http://www.decrescita.it/)....???? Sono nauseto di tutto questo. Del sapere che in parlamento, oltre agli immancabili mafiosi e corrotti, abbiano molta forza i razzisti e gli ignoranti, i quali si vantano della loro condizione. I miei genitori mi hanno educato nell'importanza dell'istruzione e della cultura, per loro invece è tutto il contrario. Sono orgogliosi della carica di odio, stupidità grottesca e triviale che sanno esprimere ogni volta che aprono bocca. Si vantano della loro condizione servile, della loro incapacità nell'avere idee vere, del loro razzismo, della loro presunzione. Come i bambini piccoli che sono orgogliosi della cacca appena fatta e la mostrano a tutti. Sono nauseato dall'irrazionalità di questo mondo. Finmeccanica (azienda produttrice di armi) che si mette a finanziare le scuole in Africa (http://www.nigrizia.it/doc.asp?ID=11467&What=finmeccanica) Prima costruisce i mezzi che le distruggono e poi finanzia la loro ricostruzione (per poi ridistruggerle???) E' assurdo...come un pedofilo che volesse gestire un asilo. Un politico del pdl che si mettesse a fare una campagna ati-corruzione, un leghista impegnato nel dialogo inter-culturale, veltroni che iniziasse a fare opposizione. Sono tante, troppo le cose che mi stanno nauseando, e di consenguenza allontanando dal mio blog (nonostante mi abbiano appioppato su blogmagazine per fortuna con qualche metalmeccanico serio altrimenti mi sarei vergognato di essere finito con alcune persone). E visto che sono nauseato e un bel po' incazzato vi invito a leggere, firmare e diffondere l'appello lanciato dalla Federazione dei Medici Pediatri di Modena contro l'emendamento razzista-leghista che imporrebbe ai medici la denuncia dei clandestini che ricorrono alle cure sanitarie. Il sito è: http://appelli.arcoiris.tv/salute/index.php
FORTI CON I DEBOLI E DEBOLI CON I FORTI....
13:16
Scritto da: notanio
in Oltre la punta del nostro naso | Link permanente | Commenti (6)
|
Segnala
| Tag: italia, governo, razzismo, lotta | OKNOtizie |
Facebook
03/10/2008
Ho interrotto la latitanza...
Accidenti sono diventato un vero latitante.....
Settembre è stato un mese molto incasinato senza un attimo di tregua.
Come avete sentito il Consiglio di Stato ha bocciato il referendum promosso dal comune di Vicenza per far votare ai suoi cittadini l'intenzione sul volere o meno l'ampliamento della base militare degli Stati Uniti. Tuttavia, nonostante il diniego, su internet è possibile esprimere la propria preferenza. Purtroppo con troppo fretta e senza reazioni gli spazi democratici, la libertà e la dignità di un popolo stanno subendo limitazioni da una politica presuntuosa e ignorante (2 ingredienti fascisti). Ma questo è un altro discorso che magari affronteremo meglio in seguito.
se volete votare e diffondere l'iniziativa il sito è: http://www.nodalmolin.it/consultazione/consultazione.php
N.B. PER VOTARE NO OCCORRE CLICCARE SUL SI
La vita di un popolo non consiste nel diritto di eleggere i propri rappresentanti, ma nell'invigilarli, nel dirigerli sulla via, nel trasmettere loro la propria ispirazione. Nelle piccole repubbliche antiche, il popolo era chiamato a decidere intorno le leggi proposte. Nei grandi Stati moderni, l'associazione deve supplire all'esercizio impossibile di quel diritto. L'opinione del Paese dovrebbe legalmente, normalmente rivelarsi al governo intorno a ogni cosa che tocca i più. (aurelio saffi)
15:48
Scritto da: notanio
in Oltre la punta del nostro naso | Link permanente | Commenti (3)
|
Segnala
| Tag: pace, libertà, democrazia | OKNOtizie |
Facebook
22/08/2008
diamogli il nobel per la pece
"Grazie a Dio il mio amico Putin mi ha ascoltato. Altrimenti col cavolo che i carri armati russi si sarebbero fermati a quindici chilometri da Tbilisi". Silvio Berlusconi (http://www.repubblica.it/2008/08/sezioni/esteri/ossezia-bombardamenti-3/sospesa-collaborazione-nato/sospesa-collaborazione-nato.html)

e mentre il nostro presidente del coniglio si prepara al nobel per la pece, in afghanistan (qualcuno si ricorda che c'è una guerra, con tanti nostri soldatini??) oggi sono state uccise una settantina di persone, soprattutto donne e bambini. (dovrei chiamarli danni collaterali ma mi sa di grande ipocrita stronzata) http://www.peacereporter.net/dettaglio_articolo.php?idc=&idart=11987
Ninna nanna, pija sonno
che se dormi nun vedrai
tante infamie e tanti guai
che succedono ner monno,
fra le spade e li fucili
de li popoli civili.
li sospiri e li lamenti
de la gente che se scanna
per un matto che comanda,
che se scanna e che s’ammazza
a vantaggio de la razza
o a vantaggio de una fede
per un Dio che nun se vede...
ar sovrano macellaro;
che quer covo d’assassini
che c’insanguina la tera
sa benone che la guera
è un gran giro de quatrini
che prepara le risorse
pe’ li ladri de le Borse.
finché dura ‘sto macello,
fa la ninna, che domani
rivedremo li sovrani
che se scambiano la stima,
boni amichi come prima;
so’ cuggini, e fra parenti
nun se fanno complimenti!
li rapporti personali
e, riuniti infra de loro,
senza l’ombra de un rimorso
ce faranno un ber discorso
su la pace e sur lavoro
pe’ quer popolo cojone
risparmiato dar cannone.
20:33
Scritto da: notanio
in Oltre la punta del nostro naso | Link permanente | Commenti (1)
|
Segnala
| OKNOtizie |
Facebook
16/08/2008
Manganelli fisici e verbali
C'è una parte di Chiesa che decide di "prendere le distanze" (http://www.agi.it/politica/notizie/famiglia-cristiana-la-santa-sede-prende-le-distanze) dal sacrosanto articolo del settimanale cattolico "Famiglia Cristiana" (http://www.sanpaolo.org/fc/0833fc/0833fc03.htm) mentre ce n'è un'altra che difende quanto scritto. Si tratta di Nigrizia (www.nigrizia.it) il mensile dei Padri Comboniani, dei missionari che con coraggio e fede pazzesca vivono direttamente sulla propria pelle la grandezza e la difficoltà del messaggio evangelico. Uno di loro, mio caro amico, una volta si definì così: "noi siamo i cani sciolti della Chiesa". Loro, come tutti i missionari e tanti sacerdoti, rappresentano la vera Chiesa quella che non ha dimenticato di stare accanto agli ultimi, alle persono abbandonate, a chi ha sete e fame di giustizia, hai perseguitati. Lasciando perdere la "burocrazia", "diplomazia" e il potere che troppo spesso ammorba la vita ecclesiastica.
Detto questo vi lascio il testo dell'appello di Nigrizia (http://www.nigrizia.it/doc.asp?id=11114&IDCategoria=127), sperando di non dover subire delle mega filippiche di crociati nostrani e cercatori di radici
| Le manganellate a Famiglia Cristiana |
| Duri attacchi da parte della maggioranza alla rivista dei Paolini (nella foto il direttore, p. Antonio Sciortino)per le sue critiche al governo Berlusconi. L'appello-sostegno al settimanale cattolico da parte di padre Alex Zanotelli, di Nigrizia/Nimedia e dei comboniani. |
La rivista dei comboniani Nigrizia e il centro Nigrizia multimedia (Nimedia) esprimono la loro solidarietà a Famiglia Cristiana, al suo direttore e ai suoi giornalisti per gli attacchi subiti, in questi giorni, da esponenti dell’attuale maggioranza. Evidentemente ribellarsi alle campagne anti migranti e alle ossessioni securitarie, che stanno sancendo la normalità dell’abnorme in questo paese, comporta essere messi al bando. E “manganellati” da chi ha una certa confidenza storica con quello strumento. Un governo che promette tante libertà, ma che soprattutto tante se ne prende, fa fatica ad accettare che l’informazione, specie se cattolica, non sia prona ai suoi desideri. A colpi di demagogia e di procurati allarmi, questa maggioranza sembra colta dalla smania di igiene totale. Ha rotto ogni argine etico, militarizzando il paese, rottamando i diritti umani dei più deboli e trasformando il povero in una persona penalmente responsabile della propria miseria. E quindi guai ad aiutarlo! Specialmente se migrante. O rom. Nell’Italia degli sceriffi, Gesù non sarebbe dietro le sbarre e San Francesco, cacciato dai gradini delle chiese? E chi applaude a questa politica repressiva è lo stesso che ha trasformato l’impunità in valore, la furbizia in uno stile di vita e il sotterfugio in una prassi. Una figura di spicco nella Chiesa come il cardinal Renato Raffaele Martino (presidente del Consiglio vaticano Giustizia e pace e di quello per i migranti) trova giusto «combattere il racket dell’elemosina, ma senza ledere il diritto di chiedere aiuto da parte dei più poveri». «Li avrete sempre con voi», disse Qualcuno. L’informazione, anche quella cattolica, è così condannata a scivolare sui fatti, rassegnandosi a “prendere solo atto” di ciò che le accade accanto? In realtà, basterebbe il comune buon senso per accorgerci che qualcosa si sta inceppando, e che abbiamo bisogno di maggiore attenzione ai fatti. Ma il senso comune è stato sequestrato. Per questo non crediamo che Famiglia Cristiana abbia espresso le sue aspre critiche al governo per “conquistare” nuovi lettori in una fase calante delle sue vendite. Le misure anti-immigrati e anti-rom, purtroppo, godono di ampio consenso in una società anestetizzata dalla paura. Inoltre, la rivista dei Paolini si è sempre mostrata attenta, in questi anni, al valore politico dell’equidistanza, pronta a criticare con virulenza anche gli esecutivi di centrosinistra su temi considerati eticamente non negoziabili come i Dico, l’aborto e l’eutanasia o sulla controversa alleanza elettorale con i radicali di Pannella. Come rivista missionaria, Nigrizia non può che dirsi sconcertata per gli attacchi che Famiglia Cristiana ha subito. E preoccupata per la società dell’esclusione che si sta costruendo nel nostro paese. Discriminazione ed esclusione che hanno trovato terreno fertile, purtroppo, anche in varie comunità cristiane. Invita, quindi, tutti quelli che intendono rifarsi al Vangelo, a riscoprire quel Cristo che potrebbe, molto naturalmente, nascondersi sotto le sembianze del povero che ci tende la mano. E che ci dice: «Avevo fame e…». |
22:05
Scritto da: notanio
in Oltre la punta del nostro naso | Link permanente | Commenti (10)
|
Segnala
| Tag: chiesa, comboniani, missione, verità | OKNOtizie |
Facebook
10/08/2008
Ricominciamo
Dopo il momento di gloria vissuto per il premio ricevuto (precedente post), reimpostiamo il blog sulla sulla sua solita linea di riflessione, controinformazione e antigoverno (e che palle ...... ). In questo periodo il tempo è poco e i post in testa sono tanti, speriamo di trovare qualche minuto per scriverli e piazzarli. comunque, metto un interessante articolo uscito oggi su repubblica.it del politologo ilvo diamanti (http://www.repubblica.it/2008/08/sezioni/cronaca/incidenti-lavoro-6/mappe-10ago/mappe-10ago.html). mi permetto di aggiungere solo due ulteriori spunti di riflessione che meriterebbero post singoli, anche se già sono stati toccati in questo blog. il primo: nel testo si parla della paura, come viene percepita e diffusa nella popolazione: io mi domando che colpa hanno tutti i mass-media nel propagarla?? Il secondo: le persone hanno paura, o meglio percepiscono un senso di paura riferito ai soggetti migranti, io mi ridomando, ma la paura delle mafie non esiste più?? nessuno si preoccupa di cosa stanno facento questi simpatici omini che fatturano 100 miliardi di euro l'anno e si divertono a sottomettere il sud, infiltrare la politica, controllare l'economia?? certo a differenza del marocchino loro votano e fanno votare, ma la gente non dovrebbe iniziare a porsi qualche interrogativo su cosa stanno facendo le nostre care mafie?? al milanese interessa che gli caccino il rom sotto casa, non gli importa una mazza se tutto intorno al duomo ci sono società finanziaria, banche e money transfer che riciclano i proventi della 'ndrangheta e le ndrine si sono già infiltrate nei lavori per expò 2015....(se avete pazienza e siete abbastanza "folli" vi consiglio dileggere la relazione della commissione antimafia sulla ndrangheta la prima dopo 150 anni di storia d'Italia http://www.liberainformazione.org/doc/NDRANGHETA.pdf)
MORTI SUL LAVORO O SULLE STRADE. QUELLE VITTIME DI SERIE B
Siamo una società insicura, tanto abituata a sentirsi tale da non farci neppure caso. Insicura per default. Abbiamo molte paure che tracimano in un unico bacino, nel quale si deposita un sentimento inquieto. Una paura di fondo. Che ci accompagna dovunque. Non ci lascia mai soli. Anche se non ne siamo consapevoli. Eppure non tutte le paure sono uguali, hanno la stessa dignità, la stessa audience e la stessa evidenza mediatica. Il medesimo impatto politico. Quando si parla di "paura", per esempio, oggi pensiamo immediatamente all'incolumità personale.
E quando pensiamo alla incolumità personale pensiamo
immediatamente alla criminalità, comune ed eccezionale, che ci minaccia dovunque. Da vicino. Noi, i nostri cari, le nostre abitazioni. Ladri, aggressori, violentatori, rapinatori, pedofili. Perlopiù, stranieri, immigrati e zingari. Gli "altri" per definizione. Siamo eterofobi. Temiamo di essere insidiati, che i nostri figli e i nostri familiari vengano aggrediti. Dagli altri. Per questo gran parte degli italiani guarda con favore all'impiego sul territorio di esercito, polizia, ronde padane e democratiche. Tutto quanto renda "visibile"
la sorveglianza sulla nostra incolumità. Sulla nostra sicurezza. A prescindere dall'efficacia che realmente
sono in grado di garantire.
Preoccupano di meno, invece, altri rischi che incombono sulla nostra vita. E sulla nostra morte. Gli infortuni sul lavoro. Gli incidenti che avvengono sulla strada. Per non parlare di quelli domestici. I quali avvengono, cioè, tra le mura delle nostre abitazioni. Eventi tragici che ricevono, perlopiù, evidenza minore sui media. Salvo che in situazioni molto particolari.
L'esplosione alla ThyssenKrupp, che ha provocato la morte di 7 operai. Oppure l'incidente (auto) stradale in cui, qualche giorno fa, sono decedute 7 persone presso
Treviso. O, ancora, quello di cui è stato vittima Andrea Pininfarina. Imprenditore di grande qualità manageriale (e, ancor prima, umana), alla guida di una grande azienda legata all'industria dell'auto. Casi eccezionali, per le proporzioni dell'evento o per la specifica identità della vittima. Mentre, in generale, all'emozione del momento subentra, rapida, la rimozione. Un sentimento di sottile fastidio, non dichiarato e neppure ammesso. Quasi che quegli avvenimenti non ci coinvolgessero in modo diretto. Eppure, ogni giorno in Italia (dati Istat per ACI) si verificano oltre 600 incidenti che causano la morte di circa 15 persone e il ferimento di 800. Nel complesso, in media, ogni anno, sulle strade, decedono circa 5mila persone, mentre 300mila subiscono traumi e lesioni di diversa gravità.
Quanto agli incidenti sul lavoro (fonte INAIL), provocano circa 1000 morti ogni anno. Nel 2008, fino ad oggi, oltre 400 persone sono morte di lavoro, mentre 11mila sono rimaste ferite o invalide.
Come ha rammentato di recente il Censis, rispetto agli omicidi, i morti sul lavoro sono quasi il doppio e i decessi sulle strade otto volte di più. Tuttavia, il grado di visibilità offerto dai media è inverso rispetto alla misura di questi tipi di episodi. Non c'è paragone. Vuoi mettere i delitti di Cogne e Perugia? La tragica aggressione avvenuta nel quartiere romano della Storta? Fa eccezione la saga delle "morti del sabato sera". Un serial che si ripete, perché evoca altri scenari, più attraenti. La gioventù bruciata dai rave tossici consumati nelle discoteche o in altri luoghi di perdizione. Ma, per il resto, è un basso continuo. Da cui si stacca qualche onda episodica, destinata a venire riassorbita da un solido senso di abitudine.
Il fatto è che le morti sul lavoro e, ancor più, sulle strade incombono su di noi. Sui nostri familiari. Perché
i luoghi di lavoro ma, soprattutto, le strade, in Italia, sono fra gli ambienti più insicuri d'Europa. Lavorare è pericoloso. Da noi più che altrove. Per diverse ragioni, per diverse cause. Per colpa dei contesti. Le aziende, i luoghi di lavoro, dove il rispetto delle regole e delle condizioni di sicurezza è spesso disatteso. E gli stessi lavoratori, talora, le disattendono. Perché costretti. Ma anche per abitudine e imprudenza routinaria. (Molte vittime, peraltro, sono lavoratori autonomi).
Circolare è altrettanto - forse più - pericoloso. Di nuovo: per lo stato della nostra rete viaria. E per la generale e generalizzata tendenza a bypassare le regole. D'altronde, chi si sentirebbe "colpevole", peggio, un criminale per aver parcheggiato in doppia fila o per aver attraversato col rosso? Colpa dello Stato. Lo stesso che ci costringe a "evadere" le tasse. Per legittima difesa.
Non fanno paura, i luoghi di lavoro, agli italiani, quanto le proprie case. Dove temono di venire aggrediti e derubati dagli "altri". (Ma la maggior parte delle aggressioni e delle violenze avvengono per mano di familiari e vicini di casa). Egualmente per quel che riguarda le strade: sono più preoccupati quando le attraversano da soli, a piedi, magari a tarda ora, piuttosto che in auto o in moto. A grande velocità.
E' probabile che questo orientamento rifletta una consolidata definizione dei fattori di rischio. Morire per il lavoro lascia, ogni volta, un vuoto incolmabile. Però, in fondo, è "socialmente" sopportato. Nonostante la reazione costante di molte autorevoli voci (per prima quella del Presidente della Repubblica). Perché il lavoro è necessità, ma anche virtù e valore. Mezzo per
vivere e ragione di vita. Per questo, morire sul lavoro, è doloroso. Un abisso. Ma ha "senso". Come un male incurabile.
Morire o ammazzare altre persone sulle strade. Ha meno "senso". Però è accettato. Non quando ci tocca di persona, ovviamente. Ma quando ne sentiamo gli echi sui media. Ce ne facciamo una ragione. Perché viaggiare in auto o in moto comporta rischi calcolati. Accentuati dalla diffusa e regolare "irregolarità". Quelli che viaggiano senza cinture, quelli che telefonano alla guida, quelli che se ne sbattono dei limiti di velocità, quelli che fanno zig-zag su strade e autostrade, per superare chi sta di fronte. Non sono considerati "criminali". Ciò che fanno non è ritenuto un atto "criminoso".
Nessuno, di conseguenza, invoca le camicie verdi a presidiare i luoghi di lavoro, per assicurare il rispetto
delle norme di sicurezza. Per controllare e denunciare imprenditori o lavoratori "non in regola". E nessuno invoca l'intervento dell'esercito sulle strade a scoraggiare comportamenti criminosi (che, d'altronde, non sono considerati tali).
Morire sul lavoro o sulle strade non fa spettacolo e non sposta voti. Non favorisce il governo né l'opposizione. Né la destra né la sinistra. Perché al centro di questi reati, di queste trasgressioni non sono gli altri. Siamo noi, i nostri valori, le nostre abitudini, i nostri stili di vita. Per cui, facciamoci coraggio: nei cantieri e sulle strade vi saranno ancora vittime. Troppe. Accompagnate da molto dolore, un po' di rabbia e tanta rassegnazione.
10:48
Scritto da: notanio
in Oltre la punta del nostro naso | Link permanente | Commenti (5)
|
Segnala
| OKNOtizie |
Facebook
04/08/2008
l'indifferenza che uccide
RUMENO ANNEGA IN MARE NEL REGGINO TRA DECINE DI BAGNANTI (http://www.repubblica.it/news/ired/ultimora/2006/rep_nazi...) E' annegato tra decine di bagnanti che affollavano la spiaggia di Calamizzi, nell'immediata periferia di Reggio Calabria. Marcello Longu, 24 anni, rumeno, nel pomeriggio di ieri, dalle baracche dove vive assieme ad altri connazionali ed alla giovane moglie era sceso in spiaggia, distante solo una decina di metri della sua residenza, in compagnia di altri suoi connazionali. Ad un certo punto si è tuffato in acqua e dopo alcune bracciate ha incominciato ad invocare aiuto. I suoi connazionali, che non sanno nuotare sono rimasti impietriti, mentre la gente che si godeva il mare ha proseguito a divertirsi, forse pensando ad uno scherzo. Marcello Longu è annegato ad una decina di metri dalla riva, ma nessuno dei tanti bagnanti ha interso prestargli soccorso. In pochi istanti il giovane è scomparso in acqua. A quel punto qualcuno ha chiamato il 113, ma quando i soccorsi, anche se tempestivamente, sono giunti in zona il giovane giaceva privo di vita sul fondale dove è stato poi recuperato dagli uomini della Capitaneria di Porto. Marcello Longo ha lasciato la moglie ed una figlioletta in tenera età.
21:48
Scritto da: notanio
in Oltre la punta del nostro naso | Link permanente | Commenti (7)
|
Segnala
| Tag: indifferenza, razzismo, società | OKNOtizie |
Facebook
30/07/2008
2 citazioni

Due citazioni dai libri di due autori che adoro. La prima da "1984" di Orwell mentre la seconda dal testo "Saltatempo" di Stefano Benni. Sembra che Orwell avesse un "orobilogio" interno che gli facesse vedere cosa dovesse accadere nell'Italia contemporanea...
…Comincia ad intravedere, adesso, il mondo che stiamo costruendo? È esattamente l’opposto di quelle stupide utopie edonistiche immaginate dai riformatori del passato. Un mondo nel quale si calpesta e si viene calpestati, un mondo che nel perfezionarsi diventerà sempre più spietato. Progresso, nel nostro mondo, significherà progredire verso una sofferenza più grande. Le antiche civiltà sostenevano di essere fondate sull’amore o sulla giustizia, la nostra è fondata sull’odio. Le sole emozioni destinate a esistere nel nostro mondo saranno la paura, la collera, l’esaltazione e l’umiliazione. Tutto il resto lo distruggeremo. Tutto. Già stiamo smantellando quelle abitudini mentali che erano un retaggio della rivoluzione. Abbiamo infranto ogni legame fra genitori e figli, uomo e uomo, uomo e donna…
(George Orwell, 1984, Mondadori, p. 274 http://www.ibs.it/code/9788804507451/orwell-george/1984.html)
…Baruch scrutò verso i monti, come se cercasse le orme dei suoi passi, e di quelli dei suoi compagni.
- Torneranno – disse tristemente – tra vent’anni o trenta ma torneranno. Non vedremo cingolati entrare in paese, non parleranno tedesco. Sorrideranno e avranno delle belle auto ammirate da tutti. Vestiranno giacche di sartoria invece della divisa di ordinanza. Non gireranno le squadracce, ma si sparirà in silenzio, cancellati in qualche nuovo modo elegante. Così sarà…. (Stefano Benni, Saltatempo, Feltrinelli p. 91 http://www.ibs.it/code/9788807817489/benni-stefano/saltatempo.html)
23:06
Scritto da: notanio
in Oltre la punta del nostro naso | Link permanente | Commenti (7)
|
Segnala
| Tag: libri, benni, orwell | OKNOtizie |
Facebook

