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28/01/2009

tristezza riformista ma anche nostalgica

L'altro giorno sono entrato in una sezione del PD. Tutto strano, sospeso nel tempo. Una memoria certa attaccata alle pareti ed un futuro aperto su un qualcosa di vago e indefinito. Il nome di circolo  (termine che di questi tempi è ambiguo e bipartisan) che campeggiava sullo sfondo, una targa di merito per aver preso parte alle primarie e poi cosa??.... e poi c'erano le foto degli scioperi di operai con i loro striscioni in cui si leggeva FIOM, erano in bianco e nero ma il rosso travalicava tempo, storie, e modifiche riformiste... c'era Che Guevara, c'erano i partigiani, c'era Berlinguer, le foto di un gruppo di operai morti, c'erano vecchie videocassette simbolo di antichi cineforum con dibattitto annesso, c'era tutta l'opera di Marx, una mega foto dello sciopero della CGIL (quello dei tre milioni).... c'era la sinistra...

Sono uscito dopo 15 minuti con un senso di tristezza che ancora non va via...

13/01/2009

in difesa di vittorio

dal sito: http://www.ilmanifesto.it/archivi/fuoripagina/anno/2009/mese/01/articolo/240/?tx_ttnews%5BbackPid%5D=16&cHash=f54002c6bc
 

 

Vittorio Arrigoni è il pacifista italiano dell'International solidarity movement (Ism) che racconta in diretta da Gaza per il manifesto il tragico giorno per giorno della «spedizione punitiva» (parole di Massimo D'Alema) che Israele sta infliggendo al milione e mezzo di palestinesi intrappolati nella striscia. Basta leggere i giornali, a cominciare dal Corriere della Sera - il numero uno - o guardare il Tg1 - la portaerei dell'informazione «pubblica» -, per capire che Vittorio Arrigoni, e quelli come lui (sfortunatamente troppo pochi), è un testimone scomodo di fronte ai silenzi e alla (clamorosa) disinformazione della stampa italiana e, in genere, internazionale. Per questo la notizia che un sito web americano ha messo in rete il nome e la foto di Arrigoni proclamandolo «il bersaglio N.1» dell'esercito israeliano provoca rabbia ma non meraviglia.
È possibile che il sito www.stoptheism.com non sia, come dicono, troppo attendibile, che il suo animatore - tale Lee Kaplan, sedicente «giornalista investigativo» - sia un ciarlatano. Ma con il clima di impunità goduto dalle nefandezze israeliane e di omertà garantito dalla politica e dalla stampa, bisogna stare molto attenti. Fu a Gaza nel marzo 2003, durante la seconda intifada, che una pacifista Usa dell'Ism, Rachel Carrie, fu (deliberatamente)schiacciata da un bulldozer militare israeliano mentre tentava di impedire la distruzione di una casa palestinese.
A quel che si sa Stop the Ism è un sito statunitense dell'estrema destra ebraica, furiosamente anti-palestinese e anti-comunista, che sembra sia legato a Radio Arutz7, l'emittente dei coloni ebrei, i più fanatici in genere provenienti dagli Usa, insediati nelle terre palestinesi della Cisgiordania e di Gerusalemme est. Per Kaplan e soci per fermare l'International solidarity movement qualsiai mezzo è buono purché sia «definitivo». Per loro l'Ism è «un consorzio di gruppi di anarchici e comunisti americani alleati dell'Olp», ovvero «un'idra dalle molte teste» il cui obiettivo è di «aiutare l'Olp a distruggere Israele» e di «finanziare anarchici e comunisti americani a espandere le basi per la rivoluzione mondiale». E gente come Vittorio Arrigoni e altri volontari che vengono dagli Stati uniti, dall'Irlanda, dalla Spagna, dall'Australia, dalla Polonia, sono dei «terroristi alleati di Hamas».
Sembrerebbe da ridere ma non c'è niente da ridere. Vittorio Arrigoni è un bersaglio «facile». È uno di quei matti che vanno a mani nude in posti infami come Gaza per difendere i civili palestinesi. Gli israeliani lo conoscono bene e lo hanno già intercettato, arrestato ed espulso due volte prima che Arrigoni il 23 agosto tornasse a Gaza dal mare a bordo della barca Free Gaza che aveva rotto il blocco israeliano (la vera causa della fine della tregua, non certo i razzetti di Hamas come vi stanno raccontando).
Per cercare di evitare che anche Arrigoni divenga un «tragico errore» o un «danno collaterale» abbiamo chiesto alle autorità politiche e diplomatiche italiane di attivarsi urgentemente con quelle israeliane. Nell'inferno di Gaza Vittorio Arrigoni non è solo.

07/01/2009

Pace of Peace

05/01/2009

Fosforo per non dimenticare...

Il Times pubblica un'inchiesta sull'esercito israeliano il quale starebbe usando bombe al fosforo su Gaza. Il testo è tratto dal sito: http://it.peacereporter.net/articolo/13491/Times%3A+israeliani+usano+bombe+al+fosforo+bianco 

Inoltre per chi avesse iniziato a dimenticare i crimini di guerra commessi in Iraq ricordo che quest'arma particolare venne utilizzata su Falluja http://www.rainews24.rai.it/ran24/inchiesta/body.asp

Buona lettura

Nell'offensiva di terra nella Striscia di Gaza l'esercito israeliano starebbe usando i controversi proiettili al fosforo bianco che creano spesse cortine fumogene, ma che possono anche causare terribili ustioni. Lo rivela il quotidiano britannico Times nell'apertura del suo sito internet.

Come a Falluja e in Libano. Il giornale riporta le dichiarazioni di un esperto di intelligence israeliano. Si tratta delle stesse munizioni impiegate dagli Usa in Iraq nel novembre del 2004 a Falluja e nella guerra del Libano contro Hezbollah nel 2006. In base al Trattato di Ginevra del 1980 - precisa il Times - il fosforo bianco "non puo' essere usato come arma di guerra nelle aree popolate da civili, anche se non ne è vietato li''impiego appunto come cortina fumogena o come bengala per illuminare le aree" dove operano le truppe. In realtà, secondo il Times, vengono usate nelle aree urbane "per snidare i cecchini o quanti restano appostati tra le macerie per far esplodere gli ordigni improvvisati" al passaggio delle truppe. Israele ha riconosciuto di aver usato il fosforo bianco nel Libano meridionale durante la disastrosa guerra dell'estate del 2006 contro le milizie sciite di Hezbollah. "Impiegare tali proiettili in un'area delle aree piu' densamente popolate del mondo come la Striscia di Gaza - scrive il giornale conservatore - alimenterà ulteriormente le critiche contro l'offensiva israeliana che ha già causato almeno 2.300 feriti".

Tessuti bruciati. I proiettili danno vita a "esplosioni fantastiche, causano tanto fumo ostacolando la vista del nemico e consentendo alle nostre truppe di avanzare", ha spiegato un esperto di sicurezza israeliano. "Se il fosforo bianco è stato sparato in maniera deliberata sulla la gente qualcuno finirà alla Corte per i crimini di guerra dell'Aia", ha commentato l'ex maggiore dell'esercito britannico, Charles Heyman, perchè "è anche un arma terroristica. Le gocce di fosforo bruciano al contatto con la pelle". Tsahal ha negato l'uso del fosforo, ma non ha voluto precisare il tipo di armi adottate limitandosi a ribadire che "Israele usa munizioni autorizzate dal diritto internazionale", ha detto il portavoce, capitano Ishai David. Tra i militari il fosforo bianco viene chiamato 'Willy Pete' fin dalla Prima Guerra mondiale ed è stato ampiamente utilizzato dagli Usa nel Vietnam. Il fosforo bianco viene conservato sott'acqua o in azoto perchè a contato con l'ossigeno presente nell'aria produce anidride fosforica generando calore. L'anidride fosforica reagisce violentemente con composti contenenti acqua (come il corpo umano) e li disidrata producendo acido fosforico. Il calore sviluppato da questa reazione brucia la parte restante del tessuto molle. Il risultato è la distruzione completa del tessuto organico.

02/01/2009

arriva il 2009

Arriva il 2009.....

 

Per essere informati realmente: http://it.peacereporter.net/

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