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30/07/2008

2 citazioni

 

Due citazioni dai libri di due autori che adoro. La prima da "1984" di Orwell mentre la seconda dal testo "Saltatempo" di Stefano Benni. Sembra che Orwell avesse un "orobilogio" interno che gli facesse vedere cosa dovesse accadere nell'Italia contemporanea... 

Comincia ad intravedere, adesso, il mondo che stiamo costruendo? È esattamente l’opposto di quelle stupide utopie edonistiche immaginate dai riformatori del passato. Un mondo nel quale si calpesta e si viene calpestati, un mondo che nel perfezionarsi diventerà sempre più spietato. Progresso, nel nostro mondo, significherà progredire verso una sofferenza più grande. Le antiche civiltà sostenevano di essere fondate sull’amore o sulla giustizia, la nostra è fondata sull’odio. Le sole emozioni destinate a esistere nel nostro mondo saranno la paura, la collera, l’esaltazione e l’umiliazione. Tutto il resto lo distruggeremo. Tutto. Già stiamo smantellando quelle abitudini mentali che erano un retaggio della rivoluzione. Abbiamo infranto ogni legame fra genitori e figli, uomo e uomo, uomo e donna

(George Orwell, 1984, Mondadori, p. 274  http://www.ibs.it/code/9788804507451/orwell-george/1984.html)

Baruch scrutò verso i monti, come se cercasse le orme dei suoi passi, e di quelli dei suoi compagni.

- Torneranno – disse tristemente – tra vent’anni o trenta ma torneranno. Non vedremo cingolati entrare in paese, non parleranno tedesco. Sorrideranno e avranno delle belle auto ammirate da tutti. Vestiranno giacche di sartoria invece della divisa di ordinanza. Non gireranno le squadracce, ma si sparirà in silenzio, cancellati in qualche nuovo modo elegante. Così sarà…. (Stefano Benni, Saltatempo, Feltrinelli p. 91  http://www.ibs.it/code/9788807817489/benni-stefano/saltatempo.html)  

 

27/07/2008

e fra cinque anni?????

Razzismo e intolleranza, al posto di giustizia  e integrazione

Precarietà diffusa, al posto di diritti ed equità

Tagli ad istruzione e cultura, al posto di ricerca e aumento dei saperi

E fra cinque anni che Italia avremo??

L'unica consolazione è che non potranno rimettere lo ius primae noctis (http://it.wikipedia.org/wiki/Ius_primae_noctis) per il fatto che il nostro feudatario-presidente oramai non funziona più....

ULTIM'ORA

Italia, è emergenza emergenze.

Berlusconi ha scelto i saggi per la riforma della giustizia: Alfano, Gargani, Vaccarella e Cossiga. Satana non era disponibile.

Caso Eluana Englaro, Giuliano Ferrara: «Anch'io sono una ragazza in coma».

Scajola confessa: «Ho l'atomica».

22/07/2008

Salutiamo la lega

 Avrei voluto scrivere un post sulla lega, sul razzismo su cui si basa, sulla loro ignoranza-strafottenza-stupidità. Ma alla fine ho preferito due vignette di Pillinini ( http://nicopillinini.blogspot.com/) perchè credo che alla fine una risata seppellirà anche loro!!!

19/07/2008

Diamoci un taglio

Il problema è serio da tutti i punti di vista.
partiamo da un dato di fatto: tutti dicono che c'è crisi la quale viene imputata all'aumento del petrolio, il dollaro debole la concorrenza di cina e india. Per far fronte a tale situazione occorre tagliare.
nel breve periodo il taglio può mettere un "pezza", ma nel lungo?? se io (ad esempio) per dare contribuiti alle imprese per far fronte al caro petrolio taglio fondi alla tutela ambientale faccio bene o male? se per salvare alitalia prendo i fondi dall'università, se preferisco spendere soldi per mantenere i nostri soldati in guerra invece di favorire la ricerca faccio un bene o un male??? se decido di togliere soldi (2 mld di euro x rimborsare l'ici) alla realizzazione di infrastrutture in calabria e sicilia ma voglio fare il ponte sullo stretto sono un bugiardo o un demagogo??
i tagli sono la scelta più semplice ed immediata per affrontare un problema, ma con il passare del tempo essi si sommano e determinano le crisi strutturali che impediscono ad uno stato di progredire sia economicamente che socialmente e, soprattutto, culturalmente.
dare aiuti alle imprese e toglierli all'università è grave. perchè l'azienda continuerà a produrre lo stesso prodotto, fino alla prossima crisi, mentre l'università (ad esempio) bloccherà le sue ricerche impedendo innovazioni e scoperte che potrebbero giovare ad un vero sistema imprenditoriale. decidere di competere con i nuovi soggetti internazionali (cina e india) basando la competizione solo sulla riduzione dei diritti dei lavoratori e l'abolizione delle tutele contrattuali è da pazzi. in primo luogo perchè cina e india (con 2 miliardi di persone) dispongono di una massa di popolazione disposta a lavorare per poco, e quindi ci "fregano", in secondo luogo se io aumento precarietà, riduco stipendi, e diminuisco i contribuiti; le persone con cosa vivono?? se io guadagno poco inizio a fare dei tagli alle mie spese personali e in questo modo, la cara impresa che vogliamo aiutare, dando fondi e lavoratori da sfruttare, a chi venderà???
I tagli sono irrazionali perchè non vengono decisi in modo chiaro a trasparente, dietro ogni decisione di questa black box ci sono potenti lobbies che tirano dalla propria parte. prendo la notizia che c'è sui giornali oggi (
http://www.repubblica.it/2008/06/sezioni/economia/pubb-ammin/meno-400milioni/meno-400milioni.html): la necessità di tagliare 400 milioni al pubblico impiego da cosa nasce?? per quali motivi è stata presa questa decisione???
il taglio è una misura antidemocratica in quanto la scelta operata da una piccola oligarchia ha effetti sulla collettività che non può difendersi e non ha strumenti concreti per opporsi.
Un dato che non viene mai preso in cosiderazione, e che mai sarà veramente affrontato da questo governo, riguarda due storture che l'Italia possiede. la prima è un'evasione endemica che supera i 200 miliardi di euro annui. recuperare questi fondi aiuterebbe tutti....la seconda, che in buona parte si ricollega con la prima, riguarda le mafie che stanno nel nostro paese. la loro presenza limita fortemente la creazione di ricchezza. il censis (
http://www.censis.it/277/372/4976/384/2176/3237/content.ASP) ha calcolato che senza mafia il sud avrebbe lo stesso pil del nord e che la presenza di 'ndrangheta, cosa nostra e camorra impedisce la formazione di 180.000 posti di lavoro annui nelle regioni meridionali.... mi sembra che siano temi seri, che se affrontati nel medio-lungo periodo potebbero portare nuove entrate nelle casse dello stato.
queste sono tutte scelta nazionali, che un governo serio dovrebbe valutare ed affrontare, anche se bisogna tener presente che dagli anni 70 in poi il settore economico e finanziario ha preso il sopravvento su quello politico influenzandolo e imponendo le sue necessità come elementi prioritari da affrontare e risolvere. la preminenza dell'economia ha comportato anche il fatto che la politica non riesce a controllare e regolare i flussi economici che si muovono sopra di essa.
comunque il discorso è serio e un governo demagogio, affaristico, incompetente come il nostro non riuscirà ad affrontarlo. facciamo un piccolo esempio: in questi giorni sono uscite tante cifre di tagli. 150.000 nella scuola, 40.000 nelle forze armate, blocco alle università.... se io taglio 200.000 posti di lavoro in un anno non aumento la disoccupazione e contemporaneamente diminuisco le persone che hanno la possibilità di vivere in maniera decente????

questo post è anche nei commenti del sito http://meccanicamete.myblog.it/ (che vi consiglio di visitare)

16/07/2008

Vulesse addiventari

Molti dei frequentatori di questo blog non sono calabresi e probabilemente non conoscono la canzone di sottofondo. Inoltre non credo che nessuno abbia fatto un master in tradizioni popolari della Calabria....

Comunque come si è potuto intuire parla di briganti. E' una canzone che io adoro (la versione è quella fatta da ZonaBriganti http://www.zonabriganti.it/page2.html) parla di lotta e di resistenza. Una canzone nata dalla rabbia di un popolo sempre oppresso che ancora oggi non riesce ad essere libero. una canzone che parte da uno dei tanti Sud del mondo e si rivolge proprio ad essi

Ancora adesso il brigantaggio viene visto come un fenomeno sanguinario, secondo alcuni è l'origine delle mafie (falso). In primo luogo esso ebbe differenti fasi, la canzone si riferisce all'ultima (la terza) quella rivolta contro i savoia e il neonato regno d'italia. Nel brigantaggio si mischiarono differenti elementi. vi erano fedeli e soldati del regno di borbone, vi erano delinquenti, gente che si dava alla macchia per sfuggire alle leggi piemontesi che imponevano nuove tasse e l'obbligo della leva. ma vi furono tanti contadini che lottarono per la terre. fin dopo la 2 guerra mondiale in Calabria come nella altre regioni del Sud erano ancora presenti vasti latifondi. al momento dell'unità d'Italia venne promessa soprattutto la ridistribuzione delle terre che non fu mai fatta. su internet si trova interessante materiale, anche se alcuni siti sono filoborbonici. consiglio il libro "italiani brava gente?" di angelo del boca (http://www.ibs.it/code/9788854500136/del-boca-angelo/italiani-brava-gente.html) il quale contiene un interessante capitolo sul brigantaggio e sui crimini che vennero commessi dal neonato esercito italiano. si potrebbe parlare di una vera guerra civile, in quanto vennero inviati oltre 100.000 soldati.

Vulesse addiventare surricillu nennane'
vulesse addiventare surricillu nennane'
ppe' me rusicare 'sti catine ca me stringenu lu pede
ca me fannu schiavu
ppe' me rusicare 'sti catine ca me stringenu lu pede
ca me fannu schiavu

Vulesse addeventari pisce spada nennane'
Vulesse addeventari pisce spada nennane'
ppe' putire subbitu squartare ntra lu fundu di lu mare
'sti nemici nuastri
pe' putire subbitu squartare ntra lu fundu di lu mare
'sti nemici nuastri

Vulesse addiventare 'na palumma nennane'
Vulesse addiventare 'na palumma nennane'
ppe' putire libera vulare e 'nguacchiare 'sti divise
a tutt' 'e piemuntise
pe' putire libera vulare e 'nguacchiare 'sti divise
a tutt' 'e piemuntise

Vulesse addiventare 'na tammorra nennane'
vulesse addiventare 'na tammorra nennane'
ppe' scetare tutta chista gente ca nun c'ha capitu nente
e cce sta a guardà
ppe' scetare tutta chista gente ca nun c'ha capitu nente
e cce sta a guardà

Vulesse addiventare 'na bandera nennane'
vulesse addiventare 'na bandera nennane'
ppe' dare 'nu colore a chista guerra
c'ha liberà 'sta terra o ce fa murì
pe' dare 'nu colore a chesta guerra
c'ha liberà 'sta terra o ce fa murì

Vulesse addiventare 'nu brigante nennane'
vulesse addiventare 'nu brigante nennane'
ca vo' sta' sulo a 'lla muntagna scura
ppe te fa sempe paura finu a quannu more
ca vo' sta' sulo a 'lla muntagna scura
ppe te fa sempe paura finu a quannu more

TRADUZIONE

vorrei diventare un topolino nennanè (2 volte)

per potermi rosicchiare questa catene che mi stringono i piedi e mi fanno schiavo (2 v)

vorrei diventare pesce spada nennanè (2v)

per poter subito squartare nel fondo del mare i nemici nostri (2v)

Vorrei diventare una colomba nennanè (2v)

per poter libera volare e sporcare le divise dei piemontesi (2v)

vorrei diventare una tammorra nennanè (2v)

per svegliare tutta questa gente che non ha capito niente e ci sta a guardare  (2v)

vorrei diventare una bandiera nennanè (2v)

per dare un colore a questa guerra che deve liberare questa terra o farci morire (2v)

Vorrei diventare un brigante nennanè (2v)

per star solo sulla montagna scura e per farti sempre paura fin quando muoio (2v)

 

 

23:55 Scritto da: notanio in opinioni | Link permanente | Commenti (7) | Segnala | Tag: calabria, lotta, briganti | OKNOtizie |  Facebook

13/07/2008

Appello per l'ISIAO

Giulio-Mani-di-Forbice nel suo delirio tagliarolo sta cercando di raccattare fondi a destra e a manca. E' facile strillare in tutti i tg e a reti unificate che non ci sono soldi (per noi semplici cittadini), difficile e invece cercare di recuperare fondi. La lotta all'evasione non deve essere una chimera, ma realtà concreta. Nel 2004 nel nostro paese il peso dell'evasione era 270 miliardi di euro. 'na montagna (http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/infografica/200706articoli/22661girata.asp).  eppure recuperare fondi non è molto difficile, soprattutto per un mistro che vanta di essere un esponente delle corrente "finanza-cerativa". 2 esempi. Lo scorso anno il cattivo governo delle sinistre comuniste mangiabambini in finanziaria ha previsto la possibilità di detrarre nella dichiarazione dei redditi il 19% dei costi di affitto. Io, studente universitario, che vivevo in appartamento a cosenza insieme ai coinquilini abbiamo voluto il contratto registrato (altrimenti è sempre in nero). non sono soldini entrati allo stato?? oppure altra proposta, non si potrebbe cambiare il sistema dei pagamenti. togliere la busta paga e mettere i versamenti su c/c. in questo modo i datori di lavoro non possono dichiarare una cosa e pagare meno...

ritornado all'inizio, nei tagli previsti ricade l'ISIAO (http://www.isiao.it/home.php) un istituto di cultura e di studi su Africa e Oriente. Oltre ad essere legato a questo luogo (ho fatto la ricerca per la tesi della triennale) credo che risparmiare togliendo soldi alla cultura è il passo decisivo verso l'imbarbarimento. Per mantenere il controllo sulle persone basta aumentare il tasso di ignoranza tra di esse. Ridurre i fondi a scuole ed università, all'iniziative culturali e chiudere istituti di ricerca è mostruoso. Sul sito dell'ISIAO c'è un appello rivolto al Presidente della Repubblica. Firmatelo e diffondetelo

(http://shop.isiao.it/OL/guestbookNEW.php)

Signor Presidente,

un recente decreto del Consiglio dei Ministri prevede l'abolizione dell'Istituto Italiano per l'Africa e l'Oriente (IsIAO). La comunità scientifica internazionale è fortemente allarmata dalla possibile interruzione della straordinaria tradizione di studi orientalistici e africanistici dell’IsIAO, erede dell’Istituto Italiano per il Medio ed Estremo Oriente (IsMEO) e dell’Istituto Italo-Africano (IIA).

Come può la cultura italiana privarsi di una simile eredità rinnovata e consolidata dall’attuale missione dell’IsIAO in tutti i campi in cui esso opera da oltre 100 anni, dall’archeologia al restauro e conservazione dei beni culturali (Afghanistan, Cina, Egitto, Eritrea, Etiopia, Giodania, Indonesia, Iraq, Iran, Kazakistan, Mali, Nepal, Oman, Pakistan, Sudan, Tajikistan, Thailandia, Tunisia, Turchia, Turkmenistan, Uzbekistan, Vietnam, Yemen), da un ampio spettro di ricerche storiche, linguistiche e sulle civiltà dell'Asia e dell'Africa alla ricca e prodigiosa attività editoriale (East and West, Africa, «Serie Orientale Roma», «Reports and Memoirs», «Restorations» etc.)?

Noi ora ci rivolgiamo a Lei, Signor Presidente, cui la Costituzione italiana assegna il ruolo di garante dell'indipendenza delle istituzioni culturali, chiedendo un suo intervento in favore dell'IsIAO, affinché esso possa continuare a svolgere il suo ruolo di ambasciatore della cultura italiana e delle conoscenze scientifiche e tecniche nelle differenti aree dell'Asia e dell'Africa. 

"L'autorità due ruoli ammette: il torturatore e il torturato; muta il popolo in un manichino senza gioia, che odia e che ha paura, mentre la cultura affonda nell'abisso". (dal fumetto-libro VxVendetta)

10/07/2008

L'orda

Il parlamento europeo nuovamento contro l'italia. com'era prevedibile è stata approvata una risoluzione ( http://www.repubblica.it/2008/06/sezioni/cronaca/sicurezza-politica-10/risoluzione-impronte/risoluzione-impronte.html) contro la decisione del governo italiano di prendere le impornte al popolo rom. decisione scontata visto che il razzismo di tale proposta si vede lontano 10 km. intanto si vocifera che bush sarebbe pronto ad invadere il nostro paese in quanto la nostra democrazia è a rischio... visto, come diceva il caro sciascia, i nostro è un paese senza verità e memoria per questo io cerco di non dimenticare, mi sono rimesso a leggere il libro di gian antonio stella "l'orda. quando gli albanesi eravamo noi"( http://www.ibs.it/code/9788817108072/stella-g-antonio/orda-quando-gli.html). una sorta di harakiri per il mio povero fegato, già molto stressato negli ultimi tempi.

il popolo italiano, che nella sua storia ha avuto oltre 24.000.000 di emigrati (http://www.emigrati.it/Emigrazione/Esodo.asp), dopo i neri è stato la princiapale vittima del razzismo e xenofobia nei paesi in cui i nostri nonni e parenti andavano a vivere. sfruttati, massacrati, spesso venduti ad aguzzini, con quelli che hanno avuto un po + di fortuna avevano un elemento in comune: scappavano dalla miseria che era la vera regina del neonato stato italiano. le paranoie attuali, le discriminazioni dei nostri governanti, la stupidità razzista delle lega, la violenza presente nelle società attuale nei riguardi degli immigrati sono le stesse vissute dai nostri parenti pochi decenni fa. i nostri connazionali furono vittime anche di linciaggi e massacri da parte delle popolazioni locali e morirono nelle imprese e miniere di mezzo mondo.

è un libro che consiglio di leggere, soprattutto per scoprire un realtà recente che ci appartiene. un esempio?? gli svizzeri popolo tanto civile, che si vanta della precisione e strade pulite, mentre le banche riciclano i soldi più sporchi del mondo, tra gli anni sessanta e settanta vennero chiamati a votare per alcuni referendum promossi da james schwarzenbach il quale in un'intervista dice "gli italiani sono venuti quì per evitare agli svizzeri i lavori più pesanti: ma ecco che, dopo due, tre, cinque anni cominciano ad aspirare a posti più omodi, fanno studiare i figli. come dovremmo reagire? accettare le loro aspirazioni significherebbe due cose: o costringere gli svizzeri meno preparati a fare un passo indietro, o chiamare altra gente dall'estero per sbrigarle, certe incombenze, il che significherebbe inquinare sempre più le nostre strutture sociali e le nostre tradizioni". (pag.232).

se siete interessati vi segnalo questo sito: http://www.speakers-corner.it/rizzoli/stella/home.htm 

06/07/2008

Amarcord....

Oggi è domenica e quindi giornata dedicata al relax... Allora niente politica, riflessioni e via dicendo, ma tanti bei ricordi.... 

Noi che la penitenza era ‘dire-fare- baciare- lettera- testamento

Noi che ci sentivamo ricchi se avevamo ‘Parco DellaVittoria e Viale Dei Giardini

Noi che i pattini avevano 4 ruote e si allungavano quando il piede cresceva.

Noi che chi lasciava la scia più lunga nella frenata con la bici era il più figo.

Noi che il Ciao si accendeva pedalando.

Noi che suonavamo al campanello per chiedere se c’era l’amico in casa, e bussavamo se era pomeriggio per non disturbare

Noi che dopo la prima partita c’era la rivincita, e poi la bella, e poi la bella della bella.

Noi che giocavamo a ‘Indovina Chi?’ e conoscevamo tutti i personaggi a memoria.

Noi che giocavamo a nomi, cose, animali, città.. (e la città con la D Era sempre Domodossola).

Noi che ci mancavano sempre quattro figurine per finire l’album Panini.

Noi che avevamo il ‘nascondiglio segreto’ con il ‘passaggio segreto’.

Noi che ci divertivamo anche facendo ‘Strega comanda colori’.

Noi che giocavamo a ‘Merda’ con le carte.

Noi che le cassette se le mangiava il mangianastri, e ci toccava riavvolgere il nastro con la bic.

Noi che avevamo i cartoni animati belli.!!

Noi che litigavamo su chi fosse più forte tra Goldrake, Mazinga, Daitan3, Gundam, Astro-Robot e Daltanious. (ma era sempre Ken il guerriero a vincere)

Noi che ‘Si ma Julian Ross se solo non fosse malato di cuore sarebbe piu forte di Holly E Mark Lenders…

Noi che le barzellette erano Pierino, il fantasmaformaggino o un francese, un tedesco e un italiano.

Noi che ci emozionavamo per un bacio su una guancia.

Noi che si andava in cabina a telefonare e a fare gli scherzi al 112 e scappavamo perchè pensavamo che registrassero le voci.

Noi che se guardavamo tutto il film delle 20:30 eravamo andati a dormire tardissimo.

Noi che ci divertivamo anche facendo 'Strega comanda color.'

Noi che facevamo 'Palla Avvelenata'. Noi che giocavamo a 'Ruba Bandiera'

Noi che suonavamo ai campanelli e poi scappavamo.

Noi che se passavamo la palla al portiere coi piedi e lui la prendeva con le mani non era fallo.

Noi che ci sbucciavamo il ginocchio, ci mettevamo il mercuro cromo, e più era rosso più eri figo.

Noi che nelle foto delle gite facevamo le corna ed eravamo sempre sorridenti.

Noi che quando a scuola c’era l’ora di ginnastica partivamo da casa in tuta.

Noi che a scuola ci andavamo da soli, e tornavamo da soli.

Noi che se a scuola la maestra ti dava un ceffone, la mamma te ne dava 2.

Noi che se a scuola la maestra ti metteva una nota sul diario, a casa era il terrore.

Noi che le ricerche le facevamo in biblioteca, mica su Google.

Noi che il ‘Disastro di Cernobyl’ vuol dire che non potevamo bere il latte alla mattina.

Noi che si poteva star fuori in bici il pomeriggio.

Noi che se andavi in strada non era così pericoloso.

Noi che sapevamo che erano le 4 perchè stava per iniziare BIM BUM BAM.

Noi che il primo novembre era ‘Tutti i santi’, mica Halloween.

Noi che se la notte ti svegliavi e accendevi la tv vedevi il segnale di interruzione delle trasmissioni con quel rumore fastidioso.

Noi che abbiamo avuto le tute lucide che facevano troppo figo.

Noi che al bar di Michelino le caramelle costavano 50 lire.

Noi che si suonava la pianola Bontempi.

Noi che facevamo a gara a chi masticava più big -babol contemporaneamente.

Noi che avevamo adottato gatti e cani randagi che non ci hanno mai attaccato nessuna malattia mortale anche se dopo averli accarezzati ci mettevamo le dita in bocca.

Noi che con 1.000 lire compravamo 5 pacchetti con dentro 10 figurine l'uno...

Noi che sai chi è qual giocatore che ruba gol all'asino pelè? toto, toto schiallaci toto schillaci

Noi che la merenda era 2 fette di pane con soppressata

Noi che un pallone da Peppinu u giornalaiu costava 1.500 lire e si faceva la colletta per comprarlo

Noi che giocavamo a calcio alla farmacia, Chianu du Municipio o pendina

Noi che eravamo il ribello della Vignola

Noi che le macchine avevano la targa nera..i numeri bianchi..e la sigla della provincia in arancione!!

Noi che tiravamo le manine appiccicose delle patatine sui capelli delle femmine.

Noi che abbiamo avuto tutti il bomber blu/verde/nero con l’interno arancione e i miniciccioli nel taschino.

Noi che giocavamo a calcio con le pigne.Noi che le pigne ce le tiravamo pure.

Noi che ci bastava un pezzo di terra e quattro pietre per armare una partita a pallone.

Noi che quando eravamo assetati, ti attaccavamo alla stessa bottiglie e non ci mischiavamo neanche l'herpes

Noi che compravamo le uova sfuse, e la pizza alta un dito, con la carta del pane che si impregnava d'olio

"rubato", o sarebbe meglio dire, per gentile concessione di http://apollo77.splinder.com/. Anche se nato nel 1983 ho avuto il tempo di vivere tutte queste sensazioni....

 

 

15:20 Scritto da: notanio in opinioni | Link permanente | Commenti (5) | Segnala | OKNOtizie |  Facebook

03/07/2008

i am calabrese

Questa è la settimana dell'orgoglio calabrese,

da me proclamata e in attesa del riconoscimento ONU!!!!!!!

 

...Senti sti corpi senti sti mani
chiù lotte e duluri non vono domani
riposa la sabbia dopo tanto patire
riposa sta spiaggia non vò chiù morire
e villaggi, campagne, deserti e montagne
e nu ventu novu di colpo si spande
e lu fuocu che brucia indi sti paisi in festa
cu santi e cu dei la vita si desta...

(Calafrica - Kalamu) www.kalamu.it

15:06 Scritto da: notanio in opinioni | Link permanente | Commenti (6) | Segnala | OKNOtizie |  Facebook

Il sud che non si conosce

Il Sud che non ti aspetti. Anzi che non si conosce.

Solitamente sui giornali sulla mia Calabria si trovano solo notizie di ndrangheta&co. Ma ci sono tante storie belle, solo che non vogliamo dirle. Le teniamo strette in noi, non le diffondiamo per paura che si rovivino oppure che siano incomprese e viste con superficialità. Come la storia delle ragazze di Badolato, che dagli allenamenti nella piazza del paese hanno conquistato la seria A di pallamano ( http://www.articolo21.info/libera.php?id=5696). Oppure come l'articolo uscito oggi su Repubblica che parla di una paesino calabrese di 2000 abitanti che ricicla il 93% della spazzatura. (http://www.repubblica.it/2008/06/sezioni/cronaca/rifiuti-12/comune-calabrese/comune-calabrese.html)

 

Ecco il paese senza cassonetti
ricicla il 93% dell'immondizia

COSENZA - Non ci sono più cassonetti a Piane Crati, il Comune li ha eliminati da un anno. Non servivano più, erano antiestetici e poco igienici. Ora i rifiuti vengono ritirati direttamente a casa, con il porta a porta. Tanti piccoli contenitori, pieni di materiali rigorosamente selezionati. Riciclano tutto i pianesi, il 93% dell'immondizia è destinato a nuova vita. Carta, vetro, plastica, alluminio, metalli vari e rifiuti speciali, come le batterie, vengono inviati a centri specializzati. Poco, pochissimo, finisce in discarica.

Tanto che il 10 luglio prossimo, Michele Ambrogio, sindaco del piccolo centro (meno di duemila abitanti) alle porte di Cosenza, riceverà a Roma il premio "Riciclone 2008". Un riconoscimento nazionale ideato da Legambiente nel 1994 e patrocinato dal Ministero dell'Ambiente, che ogni anno seleziona l'ente locale che ha ottenuto il risultato migliore nella gestione dei rifiuti. La giuria, composta da esperti e aziende del settore, valuta una serie di parametri indicativi della sensibilità delle amministrazioni comunali. Le raccolte differenziate avviate a riciclaggio, ma anche gli acquisti di beni, opere e servizi, che abbiano valorizzato i materiali recuperati. Dati ricevuti dai comuni, ma verificati sul posto con i tecnici, i circoli ambientalisti territoriali, gli osservatori regionali e le Arpa regionali.

E' ovviamente soddisfatto il sindaco Ambrogio: "Un premio così importante dimostra che anche da un piccolissimo comune della Calabria e del Mezzogiorno possono giungere segnali positivi in materia di cultura ambientale".

Risultato "straordinario", per Legambiente nazionale, ma non semplice da raggiungere. A Piane Crati ci hanno lavorato per anni. Iniziando dalle scuole e promuovendo una fitta campagna d'informazione. "I bambini - spiega Ambrogio - sono stati fondamentali, il motore che l'amministrazione ha trovato all'interno delle famiglie". Poi sono arrivati anche i risultati economici, che non sono cosa da poco e che dimostrano come riciclare "oltre ad essere un atto di educazione civica, sia anche conveniente".

Fino a pochi anni addietro l'amministrazione portava in discarica oltre 40 tonnellate di spazzatura al mese per un costo che si aggirava intorno ai duemila euro, negli ultimi tempi invece i volumi si sono ridotti a meno di due tonnellate e il paese versa dai 12 ai 15 euro mensili. Spiega il sindaco: "I miei concittadini, hanno capito la lezione di Napoli e della Campania e intuito come attraverso una politica attenta e virtuosa della raccolta differenziata si possa arrivare a risparmiare fino al 20% delle tasse sui rifiuti".

E poi c'è la comodità, niente più sacchetti maleodoranti accumulati per strada, tutto viene ritirato a domicilio. E per le emergenze ci sono sempre le isole. Tre aree nelle quali è possibile lasciare i rifiuti che eccezionalmente vengono prodotti o che non possono restare in casa per più di un giorno.

Ora a Piane Crati si guarda al futuro, imparata la lezione del riciclaggio Ambrogio punta a far diminuire anche la quantità degli "scarti". "Il prossimo passaggio, che peraltro già sta dando buoni risultati in Toscana ed in Emilia, è quello di far pagare la tassa dei rifiuti sulla produzione reale. Per ora l'imposta è calcolata sui metri quadrati delle abitazioni, ma noi vogliamo iniziare a ragionare sulla quantità". Insomma meno sporchi, meno spendi.

 

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