14/10/2007
aprire gli occhi....e ragionare

facciamo un piccolo gioco che lo scorso anno ho fatto con i miei ragazzini del catechismo: in quale paese adesso c'è la guerra?? la stragrande maggioranza risponderebbe subito 3 (iraq, afghanistan, palestina-israele). ma basta andare sul sito di peacereporter.net per scoprire che adesso, il 14 ottobre 2007 ore 20.15, nel mondo sono 29 tra conflitti e guerre. (http://www.peacereporter.net/dettaglio_articolo.php?idpa=&idc=9&ida=1&idt=&idart=2406)
una di queste guerre si sta combattendo nel nord uganda dal 1986. vede contrapposti il governo guidato dal presidentissimo museveni contro i ribelli del lord resistance army (lra. esercito di resitenza del signore). i ribelli fanno ricorso ai bambini soldato che vengono rapiti e portati nelle loro basi. si calcola che in tutti questi anni ne siano stati presi circa 20.000. i maschi vengono addestrati per i combattimenti, mentre le ragazzine diventano le mogli dei comandanti. per chi volesse informarsi c'è un bel documentario realizzato da padre tarcisio pazzaglia un missionario comboniano, trasmesso da report in una puntata intitolata "un prete di periferia" (http://www.report.rai.it/R2_popup_articolofoglia/0,7246,243%255E90191,00.html). oppure può girovagare su internet cercando informazioni. oggi sulla guerra nel nord uganda è uscita questa notizia pubblicata sul sito www.misna.org. la riporto integralmente: "Vent’anni di guerra nei distretti settentrionali sono costati all’economia ugandese l’equivalente di 1,7 miliardi di dollari, 85 milioni l’anno, “quasi quanto gli aiuti allo sviluppo ricevuti dagli Stati Uniti”: lo scrive oggi il quotidiano indipendente di Kampala, ‘Daily Monitor’, citando il nuovo studio realizzato dalle organizzazioni non governative (ong) ‘Oxfam International’, ‘Iansa’ (International network on small arms) e ‘Saferworld’ intitolato “Africa's Missing Billions” (I miliardi perduti dell’Africa), presentato mercoledì a Johannesburg, in Sudafrica. La somma totale delle spese, pari all’1,1% del Prodotto interno lordo (Pil) nazionale, “avrebbe potuto finanziare Mulago, l’ospedale nazionale di Kampala (1500 letti), per circa 15 anni; sarebbe anche stata sufficiente a costruire ed equipaggiare altri 100 centri sanitari” si legge nell’articolo. Al contrario, nel ventennio di guerra contro i ribelli dell’Esercito di resistenza del Signore (Lra) le spese militari ugandesi sono passate dai 98 milioni di dollari stimati nel 1995 a 192 milioni di dollari nel 2005, di cui la guerra nel nord ha assorbito almeno la metà. Nel bilancio vanno valutati, tra gli altri costi ‘diretti’ del conflitto, anche le spese sanitarie, l’assistenza agli sfollati, la perdita di infrastrutture; tra quelli ‘indiretti’, la riduzione della mobilità, della forza lavoro, l’inflazione; tra i cosiddetti ‘intangibili’, i traumi psichici, principalmente sui ‘bambini-soldato’, la lacerazione del tessuto sociale. In totale, secondo il rapporto, tra il 1990 e il 2005 l’intero Continente africano ha speso 284 miliardi di dollari per i conflitti, “che non solo espongono gli africani agli orrori della violenza, ma minacciano i loro sforzi per uscire dalla povertà”; una somma di denaro pari agli aiuti internazionali ricevuti nello stesso periodo".
a questo post collego una piccola riflessione. si sa che il premio nobel per la pace è un premio soprattutto politico. basta pensare le volte che è stato conferito a capi di stato che sinceramente poco hanno da spartire con la pace. stessa cosa si pò dire adesso nel caso di al gore. per otto anni è stato vice presidente di clinton essendo, quindi, responsabile dell'intervento armato in differenti paesi. come il bombardamento di una fabbrica di prodotti farmaceutici in sudan il 20 agosto 1998, che produceva farmaci a basso costo per la popolazione (mentre per la cia produceva armi)....( http://www.zmag.org/italy/chomskyhitchens_it.htm)
per informazioni sulla guerra nel nord-uganda, e su tutte le altre, andate su www.peacereporter.net; www.warnews.it
20:18
Scritto da: notanio
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Commenti
Sì,è vero ,conflitti ne nascono continuamente e sono tutti da condannare.Non uno può essere giustificato.Se ne deduce che la pace è molto lontana ,ma continuiamo ad invocarla. A prestp. Corinina
Scritto da: Corinina | 16/10/2007
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